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Non tirate pietre a Asia

La prima a non sapere chi è è lei stessa.

di Andrea Sperelli |

Capisco che dovrei unirmi a quanti stanno tirando pietre a Asia Argento. Accusa un produttore di violenza, ma poi si accompagna a lui per anni e anni, sfila al suo braccio sui red carpet di mezzo mondo, apparentemente felice di tanto successo. Poi fonda anche il movimento Metoo insieme alla sua mica Rose, per fare la guerra ai maschi violentatori.

Ma salta fuori che, a sua volta, avrebbe violentato un minorenne: e che poi avrebbe pagato quasi 300 mila dollari per mettere la cosa a tacere. Ha negato, ma il giovanotto ha ribadito.

Insomma, una persona, se non altro, squilibrata, nel senso che manca di equilibrio, di moderazione.

Però, ripeto, non riesco a lanciare sassi. Ammetto che in questo conta abbastanza il fatto che Asia è proprio bella. Pazza, ma bella. Per il resto, è un’adorabile pasticciona, probabilmente con molti problemi nell’area sessuale e della stima di se stessa.

Divorata, di sicuro, dalla necessità dei riflettori, di essere in qualche modo sul palcoscenico, sempre alla ricerca di quel successo nello show business che in parte le è arrivato sin da piccola, ma che non è mai stato davvero gratificante e totale.

Ha sempre respirato cinema, ma non è mai diventata una grande attrice, e non lo diventerà mai.

Troppo bizzarra, troppo incostante, troppi uomini, presi, lasciati, usati, gettati, ripresi. Pochi copioni e troppe feste. Troppe apparizioni in tv e pochi ciak.

Al punto che oggi Asia, al di là delle sue colpe o non colpe, appare più che altro come un materiale di consumo, una delle tante storie che arricchiscono il magico mondo del cinema. Non ha trovato un principe da sposare, ma uomini che l’hanno violentata o che lei ha violentato, ammesso che siano vere le storie che circolano.

Siamo, purtroppo, nei piani bassi del gossip dello spettacolo. Non esattamente il luogo il cui nascono le grandi attrici.

Spiace, perché bella è bella e forse ha anche talento, ha certamente immagine scenica, ma si sta avviando a trasformarsi in un vuoto a perdere. Insomma, non va da nessuna parte. E pensare che avrebbe potuto andare ovunque, con quella faccia bizzarra, ma intrigante.