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Essere Chiara

Fattura come una media azienda, con un solo prodotto: lei stessa.

di Andrea Sperelli |

Trovo Chiara Ferragni, la blogger di moda che ormai fattura come una media azienda, simpatica. E’ bella, è famosa, è ricca, ma non da alcun fastidio al prossimo. Si gode la sua vita. Non rilascia opinioni sullo stato di salute del governo o sulla  pace nel mondo. Non la si vede nemmeno nei talk show delle nostre televisioni. Tutto quello che fa è disegnare scarpine nemmeno tanto chic e, soprattutto, posa instancabilmente e pubblica le sue foto su tutti i social network.

In pratica è una figlia dei social. Non c’è attimo della sua esistenza che non sia stato immortalato.

Per spiegare il suo successo (ha anche una laurea alla Bocconi) qualcuno ha saggiamente scritto che Chiara Ferragni ha sempre voluto essere Chiara Ferragni, anche quando non era ancora Chiara Ferragni.

Per essere ancora più diretti si può dire che Chiara ha costruito se stessa con pazienza e intelligenza. E’ stata fra le prime a imparare la lezione che arrivava dall’America: se diventi un personaggio, poi può monetizzare la cosa. Anche se non è sempre così. Paris Hilton, che le assomiglia anche un po’, ha fatto molto di più (e di peggio) per diventare un personaggio, ma tutto quello che è riuscita a combinare è fare da madrina all’inaugurazione di qualche supermercato a Austin nel Texas, dietro compenso.

Chiara è stata più intelligente. Si è specializzata. Ha puntato dritto sulla moda, con qualche deviazione verso il food. Ma non si è mai spostata.

L’aspetto più interessante dell’avventura di Chiara è il fatto che manda avanti un’azienda che fattura 10 milioni di euro (e forse anche di più) senza avere in fondo alcuna tecnologia speciale, impianti, fabbriche. Ha una ventina di dipendenti. E si è messa anche a vendere on line le sue creazioni.

La cosa curiosa è che il prodotto-base di Chiara è Chiara stessa: non c’è altro. Nessuno andrebbe a comprare le sue scarpe, se non fossero disegnate da lei.

Non sarebbe corteggiata dagli stilisti (e invitata a tutte le sfilate) se non fosse Chiara, una signorina cioè alla quale migliaia e migliaia di ragazze guardano con invidia e ammirazione.

E l’essere Chiara comporta un certo lavoro. Di questi tempi essere un’immagine (perché di questo si tratta) non è semplice. La competizione è moltissima, c’è gente assai più spregiudicata di lei. Ma mentre altre belle (e disinibite) si presentano un po’ come disponibili a tutto, lei, testardamente, manda un solo messaggio: io sono trendy, io sono la moda, io vivo come tutte voi ragazze vorreste vivere. Ho una casa a Los Angeles (e ve la faccio vedere, vi fotografo anche il cesso), per fidanzato ho un famoso rapper e è così innamorato che mi chiede di sposarlo sul palco dell’Arena di Verona, davanti a migliaia di persone, e io gli dico di sì, ovviamente. Poi magari non lo sposo o lo sposo e scappo a Los Angeles. Magari è solo uno spettacolo. Ma tutto questo è secondario.

Intanto vi ho regalato una nuova favola: quella della bella ragazza che viene chiesta in sposa sul palco dell’Arena, davanti a tutti.

Domani penserò a qualcos’altro, anche se non so cosa posso  ancora inventare.

Essere Chiara Ferragni, anche per Chiara Ferragni, non è mica facile.