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Il potere economico

Brexit, a rischio il nuovo accordo

Il compromesse raggiunto con l'Europa non convince. Sabato il voto a Westminster. Che rischia di affossare anche questa intesa.   

di Redazione |

Undici ore di colloquio per trovare un nuovo accordo tra Regno Unito e Unione europea sulla Brexit, secondo quanto hanno annunciato il premier Boris Johnson e il Presidente uscente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che ha definito “corretta e bilanciata” l’intesa raggiunta.

Una notizia che ha avuto effetti positivi sulle borse europee e che ha rafforzato la sterlina, salita ai massimi da 5 mesi contro il dollaro a 1,2929. Ma l’entusiasmo potrebbe non durare a lungo: anche questa volta c’è la concreta possibilità che il Parlamento inglese possa respingere l’intesa. E questo mentre mancano solo due settimane al 31 ottobre, la data fissata per l’uscita del Regno Unito dall’Europa.

Tra oggi e domani l’accordo dovrà essere sottoposto al vaglio dei leader europei, mentre nel fine settimana la parola spetta alla Camera dei Comuni inglese, riunita in seduta straordinaria il 19 ottobre, la stessa che nell'ultimo anno ha già bocciato, a larghissima maggioranza e er be tre volte, il precedente accordo ratificato da Theresa May, costringendo l’ex inquilina di Downing Street alle dimissioni. Se il parlamento di Londra darà l’ok, l’accordo dovrà poi essere ratificato dal Parlamento europeo la prossima settimana, anche se non è stata ancora indicata la data precisa (fonti di stampa indicano che potrebbe essere mercoledì prossimo).

Westminster resta tutt’ora uno scoglio difficile da superare. L’ala dura del partito laburista ha dichiarato che quello firmato da Boris Johnson è un patto addirittura peggiore di quello ratificato da Theresa May e che sarà puntualmente respinto. Il leader dell’opposizione, Jeremy Corbin, è stato molto chiaro: il nuovo accordo, ha dichiarato, «mette a rischio la sicurezza alimentare, gli standard ambientali e i diritti dei lavoratori» britannici. La soluzione, ha rilanciato Corbyn, resta di quella di dare di nuovo la parola ai cittadini attraverso un secondo referendum.

Ha già dichiarato il proprio voto contrario anche lo Scottish National Party (SNP) e perfino il leader del partito della Brexit, l’eurodeputato Nigel Farage, ha bocciato l’intesa. Sebbene faccia passi in avanti rispetto a quello siglato dalla May, secondo Farage questo accordo va respinto totalmente in quanto non garantisce un’uscita senza vincoli dall’Europa. Ed è convinto che è proprio quello che farà Westminster. La soluzione, per Farage, è passare direttamente a una hard Brexit, ossia un'uscita senza alcun accordo. 

Anche il capo negoziatore della UE per la Brexit, Michel Barnier, ha preso atto di questa possibilità. Nell’annunciare la notizia in conferenza stampa prima del Consiglio europeo ha precisato che «L'accordo non garantisce che la Brexit avverrà il 31 ottobre, Johnson dovrà lavorare per farlo approvare in patria». 

E dovrù lavorare molto velocemente. E' una corsa contro il tempo. Il premier ha poco più di 24 ore per convincere la Camera dei Comuni a non affossare anche questo accordo. Dovrà cercare un sostegno tra i deputati dell'opposizione, anche se sarà difficile convincerli. Pare davvero l'ultimo tentativo per evitare una hard Brexit.