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Mercati in balia di Bce e trimestrali Usa

Settimana impegnativa per le borse. Sono attesi i conti dei big dell'hi-tech e giovedì si riunisce la banca centrale europea.

di Redazione |

Settimana impegnativa per i mercati finanziati. «Nella zona euro, il focus sarà sulla riunione della BCE del 25 luglio, intorno alla quale si sono create molte aspettative, forse eccessive rispetto all’andamento dei dati. In calendario c’è anche la batteria di indagini congiunturali relative al mese di luglio (IFO, Flash PMI, INSEE, Istat e BNB), dalla quale emergerà un quadro ancora contrastato», scrivono gli analisti di Intesa Sanpaolo.

Al contrario, aggiungono, «i dati in uscita negli Stati Uniti questa settimana non dovrebbero modificare lo scenario di crescita moderata atteso per il secondo semestre. Fra i dati di giugno, le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero dare segnali moderatamente positivi e gli ordini di beni durevoli dovrebbero essere in rialzo, grazie alla stabilizzazione della componente dell’aeronautica civile. La prima stima della crescita del PIL nel 1° trimestre dovrebbe registrare una frenata, con una variazione di 1,8% t/t ann., dovuta a una netta riaccelerazione dei consumi privati, attesi in rialzo di 4% t/t ann., e ad ampi contributi negativi di scorte (-1pp) e canale estero (-0,5)».

A dominare la scena negli Stati Uniti saranno però le trimestrali. Oltre un quarto delle società dello S&P500 renderà noti in settimana i conti del secondo trimestre, inclusi i big dell’hi-tech, Facebook, Amazon e Alpahbet (Google), oltre a colossi come McDonald e Boeing. La scorsa settimana quasi l’80 per cento delle trimestrali diffuse ha mostrato utili superiori alle attese e quasi il 70 per cento ha evidenziato ricavi superiori alle aspettative. Dati positivi che non hanno però impedito a Wall Street di archiviare la settimana con un ribasso di quasi l'1 per cento dopo che lunedì gli inidici hanno toccato nuovo record storico con lo S&P 500 balzato sopra la soglia psicologica dei 3000 punti. 

Il quadro resta comunque incerto. La Fed la prossima settimana dovrebbe ridurre di un quarto di punto il costo del denaro, invertendo la politica monetaria di normalizzazione degli ultimi anni, con l'intento di sostenere l'economia in un momento di massima incertezza, sia per l'esito della guerra commerciale in corso con la Cina, sia per le tensioni con l'Iran e i riflessi sul prezzo del petrolio.