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Primavera negativa per il Pil

La risalita della produzione industriale non aiuta. Crescono le attese di un secondo trimestre in contrazione e di un 2019 piatto.

di Redazione |

Il dato superiore alle attese della produzione industriale nel mese di maggio - cresciuta dello 0,9 per cento rispetto al mese precedente dopo essere calata all’incirca della stessa entità nei due mesi precedenti - non offre purtroppo alcuna garanzia di un’imminente ripresa all’orizzonte. Anzi, alimenta le attese di un secondo trimestre in flessione per il Pil.

Ne sono convinti gli analisti di Intesa Sanpaolo, i quali sottolineano che «anche dopo il recupero di maggio, l’output industriale resta in rotta per una contrazione nel trimestre primaverile, di -0,6% t/t (dopo il +1% t/t dei tre mesi precedenti)». Inoltre, aggiungono, «la volatilità su base congiunturale registrata nel bimestre aprile-maggio potrebbe essere dovuta a fattori una tantum, al netto dei quali il trend di fondo per l’attività produttiva nell’industria resta debole». A maggio la variazione annua della produzione è rimasta in territorio negativo, anche se è migliorata a -0,7 per cento da -1,5 per cento precedente (dati corretti per gli effetti di calendario).

Ciò significa, precisano ancora gli esperti di Intesa Sanpaolo, «che l’industria in senso stretto dovrebbe aver dato un contributo al valore aggiunto di circa -0,1% t/t. Poiché anche l’apporto delle costruzioni dovrebbe essere negativo, difficilmente i servizi saranno in grado di compensare la debolezza degli altri comparti. In pratica, resta concreto il rischio di un numero negativo per il PIL del 2° trimestre (che sarà diffuso dall’Istat il prossimo 31 luglio)».

Dopo un primo semestre all’insegna della debolezza, le attese si spostano quindi sui prossimi mesi. «Nell’eventualità di un 2° trimestre negativo, occorrerebbe una ripresa molto robusta nella seconda metà dell’anno - superiore a 0,3% t/t, un rimo che non pare coerente con il livello attuale delle indagini di fiducia - per poter centrare l’obiettivo governativo di 0,2% per il 2019 (che coincide con la nostra previsione ufficiale più recente)», precisano gli stessi analisti.

La via per un recupero è sempre più stretta e l'Italia resta il paese con la crescita più bassa d'Europa, come ha confermato ieri la Commissione europea nelle nuove previsioni di crescita per il 2019 e il 2020. «Un rimbalzo dell’attività economica nell’industria, e del PIL, è possibile nel trimestre corrente», ammettono gli esperti di Intesa Sanpaolo e, soprattutto, «è condizione necessaria per poter avere una crescita positiva in media quest’anno». Tuttavia, gli stessi esperti vedono la crescita per il 2019 «ancora più schiacciata verso lo zero» e per il 2020 hanno rivisto al ribasso, fin dal mese scorso, la previsione da +0,7 per cento a +0,5 per cento.