Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Trump bacchetta la Fed

Se l'economia rallenta, la colpa è di chi ha avuto fretta di rialzare i tassi: la campagna elettorale per le presidenziali è già iniziata. 

di Redazione |

La macchina elettorale per le presidenziali Usa del 2020 sta già scaldando i motori. In ampio anticipo rispetto all’appuntamento con le urne, la campagna sta entrando nel vivo. E stanno, puntiali, arrivando i primissimi sondaggi.

Un report di Goldman Sachs diffuso oggi assegna un vantaggio tra i 5 e i 6 punti percentuali alla rielezione di Trump.

Alla base di tutto c’è il buon andamento dell’economia, un tema a cui l’elettorato americano - ma non solo quello - appare come sempre molto sensibile. Una congiuntura solida resta il miglior biglietto da visita per qualunque presidente. Se a questa di aggiunge una borsa altrettanto forte, il gioco è quasi fatto.

Nessuno stupore, dunque, se Trump torna ad attaccare la banca centrale statunitense: «Se la Fed avesse fatto bene il suo lavoro, e non lo ha fatto, la Borsa sarebbe salita da 5.000 a 10.000 punti in più, e il Pil sarebbe ben oltre il 4 per cento invece del 3 per cento...con quasi zero inflazione» ha tuonato domenica l’inquilino della Casa Bianca, scagliandosi di nuovo contro la decisione della Fed di alzare i tassi: una stretta monetaria che Trump definisce «killer» in quanto, a suo dire, avrebbe strozzato l’economia.

Non è la prima volta che, infrangendo la totale autonomia della Federal Reserve, Trump critica l’operato di Jerome Powell, il numero uno della Fed scelto e nominato proprio da Trump poco dopo il suo arrivo a Washington. Un attacco frontale fra istituzioni che non ha precedenti e a cui Powell non ha mai ritenuto di dover ribattere se non ignorando le parole del presidente.  

Trump d’altronde ha fatto molto per sostenere la ripresa economica americana: dal pacchetto di tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari agli investimenti statali fino alla battaglia con la Cina per difendere la produttività degli Usa e riequilibrare la bilancia commerciale del paese, in costante deficit, al grido di America first.

Per questo motivo in molti sono convinti che alla fine Usa e Cina troveranno un buon compromesso sui dazi. «Il segretario del Tesoro Mnuchin ha detto che i negoziati con la Cina stanno facendo progressi e potrebbero essere ormai nella fase conclusiva, con l’inclusione di un meccanismo di controllo del rispetto degli accordi attraverso possibili penalizzazioni. La prossima settimana - osservano al riguardo gli esperti di Intesa Sanpaolo - le trattative proseguiranno su un insieme relativamente ristretto di temi, con comunicazioni telefoniche, durante le quali si deciderà anche l’eventuale opportunità di nuovi incontri».

Anche Wall Street tifa per la vittoria di Trump. Secondo un sondaggio condotto dalla banca d’investimenti RBC Capital Markets, oltre il 70 per cento degli insider di mercato ritiene che l’attuale presidente vincerà le prossime elezioni. Lo stesso sondaggio ha anche indicato che tra i candidati democratici quello con più consensi è Joe Biden, considerato anche il più vicino ai mercati, seguito da Bernie Sanders e, a distanza, dalla senatrice Elizabeth Warren.

Ma, come ricorda un articolo della CNBC, nelle elezioni del 2016 un sondaggio condotto dalla stessa testata dava alla vittoria di Hillary Clinton una probabilità dell’80 per cento. Ma poi sappiamo bene come è andata. E’ però fuori di dubbio che la prossima elezione sarà un momento delicato per Wall Street e molti operatori sposteranno i loro investimenti a seconda delle aspettative.   

A favore della rielezione di Trump gioca anche la raccolta fondi a sostegno della campagna presidenziale. Il presidente in carica di solito gode di un vantaggio in tal senso, ma questa volta Trump sta correndo più degli altri e solo negli ultimi tre mesi avrebbe portato a casa 30 milioni di dollari, più i 46 milioni messi a disposizione dalla commissione nazionale repubblicana. Una somma che supera la raccolta di due candidati democratici, Sanders e Kamala Harris che nello stesso periodo hanno raccolto rispettivamente 18 e 12 milioni di dollari.