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Il Pil tedesco frena a +1,5% nel 2018

Nei due anni precedenti era cresciuto del 2,2%. Crescita più bassa dal 2014. 

di Redazione |

Nel 2018 l’economia tedesca è cresciuta dell’1,5 per cento, evidenziando un deciso rallentamento rispetto all’incremento del Pil del 2,2 per cento che ha caratterizzato il 2017 e il 2016. Si tratta, precisa l’ufficio di statistica tedesco, del tasso di crescita più basso dal 2014 anche se l’incremento resta sopra la media degli ultimi dieci anni (+1,2 per cento).

Dopo il calo del Pil dello 0,2 per cento nel terzo trimestre e la caduta a novembre della produzione industriale, scesa dell'1,9 pr cento  rispetto al mese precedente, sale il timore che anche il quarto trimestre sia stato archiviato con una contrazione della crescita, confermando una situazione di recessione tecnica per la maggiore economia dell’area euro.

Oggi comunque è stato comunicato solo il dato annuale e per avere informazioni sul Pil del quarto trimestre bisogna attendere il 14 febbraio, giorno in cui sarà resa nota la prima stima, mentre il 22 febbraio verranno pubblicati i risultati dettagliati.

In attesa di capire se nella seconda metà del 2018 l'economia tedesca è caduta in recessione, dall’economia europea continuano a arrivare di debolezza della congiuntura. Ieri il dato sulla produzione industriale a novembre ha segnato un calo superiore alle attese con una contrazione dell’1,7 per cento rispetto al mese precedente. Il caduta è in larga misura spiegata dal comparto dei beni capitali, ovvero dal segmento auto e componentistica, dove la produzione è crollata del 2,3 per cento rispetto al mese precedente. Cali diffusi hanno comunque interessato anche gli altri settori: -1,7 per cento i beni durevoli, -1 per cento i beni non durevoli e -1,2 per cento i beni intermedi.

Il dato di novembre «lascia la produzione europea in rotta per un calo dell’1,0% t/t a fine anno, ben peggio dell’andamento quasi stagnante dei sei mesi precedenti. Anche assumendo un rimbalzo a dicembre della produzione, nel quarto trimestre 2018 il contributo della produzione alla formazione del PIL è stato sicuramente negativo. Ci aspettiamo che la crescita del prodotto interno sia stata allo stesso livello dei mesi estivi (0,2% t/t)», commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo.

Benché il dato sulla produzione europea sia apparso peggiore rispetto a quelli già deludenti di Germania, Italia, Francia e Spagna, resta qualche spiraglio di ripresa nei prossimi mesi, anche se molto dipenderà dalle trattative in corso sui dazi tra Usa e Cina. «La debolezza del comparto auto - precisano ancora da Intesa Sanpaolo - è da ricondursi alle difficoltà di adattare le linee di produzione, in particolare in Germania, alle nuove regolamentazioni sui diesel. Dovrebbe, quindi, trattarsi di una contrazione temporanea, ma sul comparto industriale peserà nei prossimi mesi il rallentamento del commercio mondiale».