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Il potere economico

Crolla la produzione italiana

In calo dell'1,6 per cento a novembre rispetto al mese precedente. 

di Redazione |

I timori che l'Italia stia andando verso una recessione trovano nuove conferme nella drastica contrazione a novembre della produzione industriale, crollata dell’1,6 per cento rispetto a ottobre. Gli analisti avevano stimato un calo dello 0,6 per cento. Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2018 l’indice della produzione segna un calo del 2,6 per cento rispetto a un anno prima (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2017).

C'è il rischio che anche il Pil del quarto trimestre, la cui prima stima sarà diffusa dall'Istat il prossimo 30 gennaio, possa registrate una contrazione, dopo il calo dello 0,1 per cento che ha caratterizzato i mesi estivi (luglio-settembre). Non si intravedono per ora segnali di ripresa. Come osserva l'istituto di statistica nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana, diffusa oggi, "l’indicatore anticipatore ha segnato una nuova flessione suggerendo il proseguimento dell’attuale fase di debolezza del ciclo economico italiano". 

"A dicembre - aggiunge l'Istat - l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha segnato un ulteriore calo diffuso a tutte le componenti: le aspettative per il futuro hanno registrato un deciso peggioramento e anche le attese sulla disoccupazione hanno mostrato segnali negativi. Nello stesso mese, anche la fiducia delle imprese è peggiorata in tutti i settori economici a esclusione del commercio al dettaglio. Tra le imprese manifatturiere, le attese di produzione hanno evidenziato un miglioramento mentre i giudizi sia sul livello degli ordini sia sulle scorte di prodotti finiti hanno registrato un peggioramento". 

Tornando al dato della produzione a novembre, l'Istat ha calcolato che nella media del trimestre settembre–novembre 2018 il livello della produzione ha registrato una flessione dello 0,1 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Il bilancio da inizio anno resta tuttavia positivo: nella media dei primi undici mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente.

"La produzione industriale - commenta l'Istat - registra a novembre una marcata diminuzione sia su base congiunturale sia su base annua. Queste tendenze negative, potrebbero risultare amplificate da un effetto “ponte” connesso con il posizionamento nel calendario della festività del primo novembre. La flessione congiunturale su base trimestrale risulta solo lievemente negativa, confermando un quadro di complessiva debolezza dei livelli di attività industriale nel corso del 2018".

Quanto ai comparti, rispetto a ottobre sale solo quello dell’energia (+1 per cento). Variazioni negative hanno caratterizato i beni intermedi (-2,4 per cento), i beni strumentali (-1,7 per cento) e i beni di consumo (-0,9 per cento). Considerando invece la variazione rispetto a novembre 2017, si registra solo una moderata crescita tendenziale per i beni di consumo (+0,7 per cento) mentre diminuzioni rilevanti hanno caratterizzato i beni intermedi (-5,3 per cento), l’energia (-4,2 per cento) e, in misura più contenuta, i beni strumentali (-2,0 per cento).

Passando invece ai singoli comparti industriali, rispetto a un anno fa hanno registrato variazioni positive le industrie alimentari, bevande e tabacco (+2,7 per cento), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+1,3 per cento) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,1 per cento). Le maggiori flessioni hanno caratterizzato l’industria del legno, della carta e stampa (-10,4 per cento), l’attività estrattiva (-9,7 per cento) e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,7 per cento).