Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Listini cauti in attesa di novità sui dazi

Colloqui Usa-Cina in corso oggi e domani. Molti i dati macro in arrivo in settimana. 

di Redazione |

Giornata fiacca per le borse euopee, dove i principali indici sono in flessione di oltre mezzo punto percentuale con l'eccezione di piazza Affari, che si rafforza a fine seduta e chiude in progresso dello 0,7 per cento. Avanza anche Wall Street, che conferma l'intonazione positiva emersa venerdì - quando Dow Jones e S&P 500 sono saliti di oltre il 3 per cento e il Nasdad di oltre il 4 per cento - anche se gli indici registrano rialzi abbastanza contenuti.

La volatilità continua a dominare i mercati, in attesa di notizie provenienti dai colloqui Usa-Cina sui dazi. Incontri sono stati programmati a Pechino oggi e domani, nell’ambito della tregua commerciale tra le due super potenze che terminerà a fine marzo.  Domenica Trump aveva dichiarato che la debolezza dell'economia cinese dà al paese un ulteriore incentivo a ricercare una soluzione positiva alla guerra commerciale in corso. Secondo quanto riporta la Reuters, oggi il ministro degli esteri cinese ha dichiarato che Usa e Cina hanno espresso il desiderio di lavorare insieme a una soluzione, precisando però che la Cina intende giungere a una conclusione della disputa commerciale in corso purchè questa avvenga su un piano di parità con gli Usa.  

I mercati resteranno molto attenti anche ai nuovi dati macroeconomici in uscita, dopo quelli più deboli delle attese emersi la scorsa settimana e che hanno alimentato i timori di una frenata più forte delle attese evocando i timori di una possibile recessione. Scrivono gli analisti di Intesa Sanpaolo: «Nell’area euro, la settimana vede la pubblicazione dell’indice di fiducia della Commissione Europea, che dovrebbe confermare una stabilizzazione dell’attività economica su livelli circa in linea con il potenziale. L’indice ZEW sulle attese potrebbe essere tornato a calare a dicembre sulla scia del nervosismo sui mercati e dell’incertezza sull’andamento del commercio mondiale. I dati di produzione industriale di novembre dovrebbero mostrare un aumento in Germania di 0,3% m/m ma un calo in Italia (-0,6% m/m), Spagna (-0,5% m/m) e Francia (-0,4% m/m). Le vendite al dettaglio dovrebbero essere cresciute a novembre di 0,4% m/m nella media area euro e di 0,5% m/m in Germania. Il 10 sono in pubblicazione i verbali della riunione BCE del 13 dicembre, che insieme ai numerosi discorsi dei membri del Consiglio potrebbero fornire indizi sulle prossime mosse di politica monetaria».

«Negli Stati Uniti - aggiungono - i dati in uscita sono pochi, ma di rilievo. Il CPI a dicembre dovrebbe essere in calo di –0,2% m/m per via della correzione del prezzo della benzina, ma l’indice core dovrebbe aumentare in linea con il trend recente (+0,2% m/m). L’ISM non manifatturiero a dicembre dovrebbe segnare una flessione moderata, dai livelli elevati di novembre e riflettere anche gli effetti negativi del calo del prezzo del petrolio sull’attività nell’estrattivo. I verbali della riunione del FOMC di dicembre saranno “datati” e meno rilevanti del solito, dato che si riferiscono a un periodo che include solo una parte della volatilità sui mercati, precedente allo shutdown in corso. Le parole di Powell del 4 gennaio superano qualsiasi indicazione dei verbali».

Grande attenzione anche all’evoluzione dello shutdown, la chiusura parziale degli uffici federali Usa iniziata il 22 dicembre. «Per ora - ricordano gli esperti di Amundi - l’impatto economico appare limitato, ma quello sulla fiducia degli attori economici dipenderà dalla durata del blocco. A titolo comparativo, secondo i calcoli del Dipartimento di Economic Analysis, lo shutdown (totale) dell’ottobre 2013, durato 16 giorni, determinò nel quarto trimestre del 2013 un calo dello 0,3% su base annua del PIL reale; stando ad altre stime, in ognuno dei 16 giorni dello shutdown andarono in fumo 1,5 miliardi di dollari».

La situazione resta in stallo sebbene, notano gli analisti di Intesa Sanpaolo «sembra trasparire qualche spiraglio che permetta di trovare un compromesso dignitoso per entrambe le parti». In particolare, precisano, «gli incontri fra il presidente e i leader democratici e repubblicani finora non hanno sortito alcun risultato. Il presidente ha ripetuto che se non ci saranno i finanziamenti per il “muro” potrebbe dichiarare un’emergenza nazionale nei prossimi giorni (il cui esito sarebbe però incerto dal punto di vista legale). Tuttavia, secondo Trump si potrebbe costruire una barriera di acciaio anziché di cemento, aggirando così l’opposizione democratica a un muro vero e proprio. I democratici richiedono un aumento di misure di sicurezza al confine, prevalentemente di tipo tecnologico. Trump ha detto che si aspetta ci siano delle discussioni “molto serie” fra lunedì e mercoledì, mentre i democratici attendono dalla Casa Bianca un piano dettagliato dei fondi richiesti e della loro allocazione».