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2018 negativo per l'auto

Le immatricolazioni sono scese del 3,1 per cento. Il 2019 rischia di essere ancora peggiore dopo l'ecotassa introdotta dal governo. 

di Redazione |

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i volumi di autovetture immatricolati nel 2018 si attestano complessivamente a 1.910.025, con una flessione del -3,1 per cento rispetto al 2017. A dicembre si registra, invece, una lieve crescita che sfiora il 2 per cento con 124.078 immatricolazioni, complice una giornata lavorativa in più rispetto a dicembre 2017.

«L’anno appena concluso – dichiara Adolfo De Stefani Cosentino Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – ha avuto un andamento instabile delle immatricolazioni, con una seconda parte dell’anno rallentata per effetto dell’entrata in vigore del nuovo ciclo di omologazione WLTP e del conseguente forte impegno delle reti di vendita per smaltire gli stock di vetture già targate in precedenza, nonché per l’indebolimento generalizzato delle prospettive di crescita del nostro Paese. Inoltre, la marginalità delle vendite dei concessionari è stata molto condizionata dai km zero, i cui volumi sono cresciuti rispetto al 2017 (+2,3 per cento secondo dati Dataforce)».

«Per quanto riguarda le previsioni per il 2019 – prosegue Adolfo De Stefani Cosentino – ci aspettiamo un anno difficile per il settore, sul quale graverà l’impatto negativo determinato dall’ecotassa, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, che sarà operativa sulle immatricolazioni di autovetture nuove (con emissioni di CO2 oltre 160 g/Km) a partire dal 1° marzo 2019. L’aggravio di costo, variabile da 1.100 a 2.500 euro, peserà su moltissimi modelli, anche di fascia media, diffusi sul mercato determinando certamente un’ulteriore flessione dell’immatricolato rispetto ai volumi 2018, che non sarà compensata dagli acquisti di auto elettriche ed ibride che beneficeranno, invece, del bonus governativo. Inoltre, non ci aspettiamo alcun effetto sul rinnovo del vetusto parco circolante (età media 10,8 anni) che contraddistingue il nostro Paese che, al contrario, necessiterebbe di maggior attenzione da parte del legislatore».

«Tale misura – conclude De Stefani Cosentino – influenzerà in modo rilevante il nostro business e le varie gestioni aziendali, con il concreto rischio di perdita di posti di lavoro e consistente sottrazione di gettito Iva per le casse dell’Erario qualora le previsioni più pessimistiche dovessero trovare conferma nella realtà dei dati».

Analizzando il mercato dal punto di vista dei canali di vendita, si assiste ad un calo delle vendite nel segmento dei privati, pari a -2,5 per cento nel 2018 (+9,9 per cento nel mese di dicembre), a causa soprattutto delle restrizioni alla circolazione varate a livello locale che hanno condizionato le scelte di acquisto. In calo del -9,2 per cento anche le vendite a società (-20,5 per cento a dicembre), mentre si mantengono sostanzialmente stabili le immatricolazioni a società di noleggio +0,4 per cento (+7,3 per cento a dicembre).

Sul fronte alimentazione, il 2018 ha segnato l’inizio del declino delle motorizzazioni diesel con una caduta delle vendite del -12,2 per cento (-17,3 per cento a dicembre) e una perdita di quota di mercato di oltre 5 punti percentuali rispetto al 2017, mentre le alimentazioni a benzina, ibride ed elettriche hanno registrato incrementi rispettivamente del +7,6 per cento, +29,6 per cento e +144,8 per cento, sebbene queste ultime hanno una quota di mercato irrisoria pari allo 0,3 per cento.

Infine, negli ultimi 3 giorni lavorativi di dicembre sono stati targati circa 46.500 veicoli, pari al 37,4 per cento del totale delle nuove immatricolazioni del mese. Nel 2018 l’incidenza delle auto-immatricolazioni di dealer e case auto sul totale immatricolato dell’anno è stata del 15,2 per cento (stime Dataforce).