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Premiato il PoliHub

Importante ricoscimento per l'incubatore del Politecnico di Milano. Dove sta per sbarcare Tus Star, il più grande polo cinese dell'innovazione.

di Redazione |

A volte l’Italia ottiene primati inaspettati, per di più in campi altamente avanzati e competitivi come quello tecnologico. Così oggi scopriamo che il terzo migliore incubatore al mondo di imprese tecnologiche ad alto potenziale di business si trova a Milano ed è il PoliHub, l’incubatore universitario che il Politecnico di Milano ha costituito presso il Campus di Bovisa.

L’eccezionale risultato è stato comunicato poche ore fa a Toronto, dove è in corso il World Incubation Summit, l’evento di presentazione del ranking stilato dall’associazione indipendente svedese UBI Global (ubi-global.com) che dal 2013 misura le performance degli incubatori universitari. Rispetto all’indagine pubblicata nel 2015, PoliHub guadagna due posizioni. E è l’unico italiano nei migliori 20 classificati.

Al primo posto, a pari merito, si sono posizionati l’inglese SETsquared (incubatore derivante dell’alleanza fra le università di Bath, Bristol, Exeter, Southampton and Surrey) e il Canadese DMZ della Ryerson University.

Il Politecnico di Milano è stato tra i primi in Italia a sentire l’esigenza di creare una realtà in grado di ospitare e far crescere giovani imprese ad alto contenuto tecnologico, capaci di trasformare i risultati della ricerca scientifica in applicazioni industriali. Così nel 2000 nasce PoliHub, un centro di eccellenza che attualmente ospita 113 realtà suddivise tra progetti di accelerazione (41), startup (47) e aziende del Distretto (25). I numeri del 2017 sono importanti: 1270 idee raccolte, 41 progetti imprenditoriali in accelerazione, oltre 550 impiegati nelle startup, oltre 4000 metri quadri, 12 milioni di euro di finanziamento a favore delle startup.

Gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, la missione di PoliHub è di supportare le startup altamente innovative con modelli di business scalabili e di spingere i processi di cross-fertilizzazione tra le diverse startup. Per fare questo PoliHub opera attraverso lo scambio di esperienze, la condivisione di conoscenze, la contaminazione reciproca e il confronto tra gli imprenditori, ben sapendo che da questo apprendimento collettivo aumenterà la probabilità di successo di ogni singola startup.

Ma oltre oltre a PoliHub, il Distretto di Innovazione di Bovisa ospita i laboratori dei Dipartimenti di Ingegneria industriale, i laboratori di Design e il FaBLAB PoliFactory. Un distretto che a breve vedrà l’insediamento dell’incubatore Tus Star della prima università cinese Tsinghua University e che ambisce ad attrarre imprese che puntano sull’innovazione tecnologica di Industria 4.0.

Tus Star è il più grande incubatore a livello globale con oltre cinquemila realtà seguite, 30 delle quali già sbarcate in Borsa. Presente in tutto il mondo, non era ancora entrato in Europa. Ora che è entrato in Italia, potrà attrarre investimenti cinesi in innovazione e collaborare con PoliHub in particolare sul versante della ricerca. Tra gli obiettivi, quello di aumentare il numero di aziende incubate, con la presenza di realtà sia italiane che cinesi.

Per Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, il riconoscimento arrivato oggi da UBI Global è «una notizia che non ci trova impreparati: il distretto che sta nascendo a Bovisa è un eco-sistema di startup, laboratori universitari e imprese che ridisegna gli sviluppi futuri tramite l’innovazione tecnologica. Un ruolo che il più importante incubatore universitario, Tus Star, della Tsinguha University, ha già deciso di riconoscerci». 

Un riconoscimento ancora più importante considerando che la valutazione di UBI 2018 ha preso in considerazione 1.370 incubatori al mondo e si è basata su tre aree principali di valutazione: il valore generato per l’ecosistema (es. numero di startup incubate, fatturato delle startup, posti di lavoro, finanziamenti ottenuti, etc.), il valore per le startup incubate (es. quantità e qualità dei servizi offerti alle startup, numero di relazioni con imprese, università, finanziatori, etc.) e l’attrattività per l’ecosistema (es. numero di idee valutate, tasso di crescita e sopravvivenza delle startup una volta uscite, etc.).