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Moda e Design

Patek Philippe in vendita

Insieme a Rolex, è uno dei pochi brand svizzeri di alta orologeria a essere rimasti indipendenti. Forse, non ancora per molto. 

di Redazione |

Da 180 anni Patek Philippe realizza a Ginevra splendidi orologi come il Calatrava, uno dei suoi modelli di punta e più noti al pubblico. Gioielli di alta orologeria che partono da 10.000 dollari per i modelli entry-level e che hanno un pubblico di collezionisti e appassionati disposti a pagare fino a cifre a sei zeri. Prova ne è che l’anno scorso da Sotheby un Patek Philippe è stato venduto all’asta al prezzo record di 3,9 milioni di dollari.

Da 180 anni l’orologiaio svizzero ha gelosamente mantenuto la propria autonomia tramandando l’azienda di generazione in generazione. Insieme a Rolex, Patek Philippe resta uno degli ultimi brand elvetici indipendenti nell’alta orologeria, un settore ormai dominato da gruppi multi-brand come le due conglomerate svizzere Swatch e Richemont.

Il Gruppo Swatch è l'azienda di orologi più grande del mondo e sotto il suo cappello racchiude oltre una dozzina di brand tra cui Longines, Omega, Tissot, Hamilton, ecc… Anche Richemont controlla numerosi brand di lusso come Cartier, Baume&Mercier, Piaget, IWC, Vacheron Constantin, Montblanc, Van Cleef & Arples, ecc… Negli anni il processo di consolidamento del settore ha coinvolto anche i due big francesi del lusso: a LVMH fanno capo per esempio Zenith, Tag Heuer e Uhblot, mentre Kering controlla Girard Perregaux e Boucheron.

Ecco perché le indiscrezioni secondo cui Patek Philippe potrebbe presto passare di mano hanno scatenato l’attenzione del mercato. A lanciare il sasso è stato un analista di Berenberg. In un report, ripreso dall’agenzia Bloomberg, ha scritto che è stato interessante udire nei corridoi del recente salone dell’orologio di Ginevra che «la potenziale vendita del brand Patek Philippe potrebbe avvenire in tempi molto brevi».

Non è la prima volta che si parla di una possibile cessione dell’azienda. Per ora dall'azienda non giungono conferme. Ma è anche vero che se le trattative fossero in corso non c’è motivo che gli interessati debbano scoprire le loro carte prima dell'annuncio ufficiale. La posta in gioco è alta. Il futuro acquirente dovrebbe sborsare tra gli 8 e i 10 miliardi per rilevare un brand così ambito e dalla storia così importante. Una cifra pari tra 5 e 6 volte il fatturato, che l'anno scorso ha raggiunto 1,5 miliardi di dollari.