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Bene il 2018, ma Cucinelli sbanda in borsa

Ricavi record cresciuti dell'8 per cento l'anno scorso. Stesso incremento atteso quest'anno. Ma il titolo scivola verso il basso.  

di Redazione |

I conti record non salvano Brunelli Cucinelli dalla mannaia delle vendite sul titolo. In piazza Affari le azioni del gruppo del lusso perdono quasi il 10 per cento scendendo attorno ai 28 euro, annullando il guadagno del 4,6 per cento messo a segno ieri.

A deludere il mercato sono i conti presentati ieri sera dopo la chiusura delle contrattazioni di Borsa. Conti ampiamente positivi che sono però apparsi leggermente sotto le attese degli analisti, che hanno così confermato i giudizi di cautela già espressi qualche mese fa, in occasione dei conti del terzo trimestre. In particolare, gli esperti di Equita hanno confermato la raccomandazione a hold e il target price a 31 euro mentre Mediobanca ha mantenuto il rating a neutral e il prezzo obiettivo a 37,30 euro.

Tornando ai conti, i ricavi netti consolidati sono stati pari nel 2018 a 553 milioni, con un incremento dell’8,1 per cento a cambi correnti (+10,7 per cento a cambi costanti) rispetto ai 511,72 milioni dello scorso anno. «Un altro anno si è chiuso in modo “splendido”, sia in termini di numeri sia sotto il profilo dell’immagine generale del brand a livello mondiale», ha commentato Brunello Cucinelli, Presidente e Amministratore Delegato del gruppo, che vede buon prospettive di crescita anche per il 2019: «immaginiamo un altro anno a venire con una crescita garbata in linea con il 2018», ha precisato in una nota, grazie anche al «più che buono sell out dell’inverno passato ed alla concreta quantità di ordini in casa della Primavera Estate 2019».

In attesa dei dati definitivi che saranno esaminati il prossimo 14 marzo, l’azienda precisa che nel 2018 la crescita ha caratterizzato tutte le aree geografiche con aumenti del 4,2 per cento a 88,3 milioni per l’Italia, dell’8,5 per cento a 163,7 milioni per l’Europa, del 3,9 per cento a 187,2 milioni per il mercato Nordamericano e del 28,5 per cento nella Greater China a 54,8 milioni. Nel resto del Mondo la crescita è stata del 10,7 per cento a 59 milioni spinta soprattutto dai solidi risultati nel Middle East, così come in Giappone.

Incrementi sono stati registrati anche in tutti i canali distributivi: +6,3 per cento per i monomarca retail a 296,3 milioni con un network invariato di 100 boutique, +19,4 per cento a 30,2 milioni per i monomarca Wholsale con un network invariato di 27 boutique, e +9 per cento a 226,5 milioni per i multimarca Wholesale.