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Oltre 8 miliardi di ricavi per Chanel

La maison francese svela per la prima volta in 108 anni di storia i suoi conti. E si scopre che è il secondo maggiore gruppo del lusso dopo Louis Vuitton.

di Redazione |

In 108 anni di storia, mai Chanel aveva divulgato i dati del suo conto economico. A sorpresa, ha deciso per la prima volta di diffondere quelli del 2017. «Abbiamo capito che siamo spesso al centro di speculazioni e che le persone non hanno informazioni: questo provoca la circolazione di notizie false o fuorvianti. È tempo che la forza del nostro bilancio parli da sé», ha dichiarato in un’intervista al New Tork Times il direttore finanziario del gruppo, Philippe Blondiaux.

I numeri sono di tutto rispetto e allontanano ogni dubbio circa presunte difficoltà economiche per la società, che non è quotata in Borsa e che fa capo ai fratelli Alan e Gérard Wertheimer, proprietari discreti e riservati che hanno finora agito in silenzio e rimanendo in disparte: nessuna intervista e nessuna concessione agli eventi mondani. Ora è tempo di cambiare strategia e di puntare su una maggiore visibilità. 

La società fondata nel 1910 da Coco Chanel ha realizzato l’anno scorso ricavi per 8,3 miliardi di euro. Un dato che fa della storica maison francese il secondo maggiore gruppo al mondo nel lusso alle spalle di LVMH (9 miliardi circa di ricavi) e davanti a Gucci (6,2 miliardi di ricavi). E non è forse un caso se Chanel ha deciso di interrompere una tradizione secolare proprio nel momento in cui il gruppo della doppia G che fa capo a Kering ha annunciato di voler raggiungere i 10 miliardi di fatturato diventando il numero uno mondiale nel settore luxury.

A decretare il buono stato di salute dei conti è anche l’incremento a doppia cifra dei ricavi, cresciuti l’anno scorso dell’11 per cento grazie soprattutto alle vendite nella regione asiatica del Pacifico e in Europa. Bene anche la redditività: l'utile 2017 è stato pari a 1,5 miliardi di euro mentre l’utile operativo è ammontato a 2,3 miliardi con un margine in aumento pari del 28 per cento. In crescita del 15 per cento anche gli investimenti in attività a sostegno del marchio, come pubblicità, sfilate, eventi internazionali, che nel 2017 sono ammontati a 1,25 miliardi di euro.