Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

La moda si mobilita per l'ambiente

Make Fashion Circular è l'iniziativa lanciata da Ellen MacArthur sottoscritta da griffe del lusso e brand del fast fashion come H&M e Gap.   

di Redazione |

Il mondo della moda si mobilita per l’ambiente. Questa volta non lo fa in ordine sparso ma raggruppando brand del lusso e marchi del fast fashion in una grande iniziativa volta a ridisegnare il futuro del settore. Un settore che, dopo quello energetico, è il più inquinante al mondo.

Qualche giorno fa, al Copenhagen Fashion Summit, alcuni dei maggiori brand della moda hanno unito le forze per creare un’industria prospera basata sui principi dell’economia circolare, ossia riducendo sprechi e riciclando prodotti.

L’ambizioso progetto, denominato Make Fashion Circular, vede come core partners Stella McCartney e Burberry, ma anche Nike, Gap e H&M oltre alla banca HSBC. Ma numerosi sono i firmatari dell'intesa, tra cui Inditex (Zara, Pull & Bear, Oysho, ecc.) e Kering (Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, Bottega Veneta, ecc), Primark e VF Corporation (Vans, Timberland, The North Face, Wrangler, Lee, ecc), oltre a DuPont Biomaterials, Fung Group, Hallotex, I:Collect, Lenzing Group, London Waste and Recycling Board, Nanushka, Solvay, Texaid, Tintex Textiles, W.L. Gore and Associates e, tra i gruppi italiani, RadiciGroup. Altri brand potrebbero però unirsi all’iniziativa.

A rendere possibile il tutto è Ellen MacArthur (qui sotto nel 2008 mentre riceve da Nicolas Sarkozy la medaglia della Legione d'Onore), ex campionessa di vela e animatrice del progetto Make Fashion Circular portato avanti dalla omonima fondazione The Ellen MacArthur Foundation che ha creato nel 2010 e che ha come obiettivo quello di collaborare con aziende, governi e mondo della ricerca per sviluppare le condizioni per un’economia in cui nulla si butta ma tutto viene rimesso in circolo. Negli anni la fondazione si è imposta come autorevole interlocutore pubblicando studi e collaborando con le istituzioni, diffondendo la cultura dell’economia circolare nelle scuole e coinvolgendo aziende di primo piano come Philips, Unilever Google. 

L’obiettivo di Make Fashion Circular è creare business model più efficienti per la moda. Ogni anno il comparto del fashion produce l’equivalente di 1,2 miliardi di tonnellate di CO2, più di quanto generato in 12 mesi dai voli aerei e dalle rotte delle grandi navi secondo gli studi della Ellen MacArthur Foundation. Lo spreco di abiti è enorme. Circa il 60 per cento di tutti i vestiti prodotti è gettato via entro un anno da quando è stato prodotto creando una mole gigantesca di rifiuti da smaltire. Far cambiare abitudini ai consumatori non sarà impresa semplice, ma un comportamento più virtuoso da parte di produttori e clienti potrebbe liberare risorse per 560 miliardi di dollari l’anno.