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Fatturato OVS vola oltre 1,5 miliardi

In un contesto ancora difficile, i ricavi nel 2017 salgono del 12 per cento. Niente cedola ai soci in vista di nuovi investimenti. Giù il titolo in borsa.

di Redazione |

Nella foto la modella Bianca Balti in un'immagine della campagna spring-summer 2018

2017 in crescita OVS nonostante un mercato non brillante. Le vendite totali hanno superato 1,5 miliardi, in crescita del 12 per cento grazie allo sviluppo della rete (+3,9 per cento) e alle vendite realizzate verso all’estero attraverso la controllata Sempione Fashion AG (+8,1 per cento). La crescita a parità di perimetro è invece stata flat per tutto il 2017. Da registrare il forte incremento del marchio UPIM le cui vendite sono aumentate dell’8 per cento, mentre i negozi a insegna OVS hanno registrato un aumento del 3,1 per cento, grazie al costante sviluppo della rete in Italia ed all’estero e alla crescita del canale e-commerce che ha visto i ricavi raddoppiare rispetto al 2016, come nelle attese. 

Quanto alla redditività, l’EBITDA rettificato è salito a 196,5 milioni (+5,3 per cento) mentre il risultato netto è cresciuto a 106,5 milioni (+16 per cento) con un tax rate in diminuzione grazie alla riduzione dell’aliquota IRES e ad altri benefici (R&S, iperammortamento, ecc). Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di non proporre all’Assemblea degli Azionisti convocata per il 31 maggio il pagamento di dividendi. «In ragione dei prevedibili piani di espansione fisica e digitale, nonché delle ristrutturazioni del network previste nell’anno in corso dalle quali ci si attende un rilevante positivo contributo, si propone di non distribuire dividendi relativi all’esercizio chiuso al 31 Gennaio 2018», precisa la nota del gruppo. Positiva la posizione finanziaria netta rettificata, pari a 317,9 milioni. Il cda ha anche deciso di varare un programma di acquisto di azioni proprie.

La notizia che quest'anno non sarà distribuita alcuna cedola, contro il dividendo di 15 centesimi pagato l'anno scorso, ha fatto crollare il titolo in borsa dove segna un calo del 26 per cento a 3,70 euro, avvicicnandosi al minimo storico di 3,93 euro segnato a marzo 2015.  

«Il consolidamento del mercato domestico è proseguito in linea con la strategia di Gruppo. La quota di mercato italiana di OVS - ha commentato l'Ad Stefan Beraldo - ha superato il 7,8 per cento, crescendo ancora una volta più di tutti gli altri competitor in termini assoluti e dimostrando che la società, con i marchi OVS e Upim, ha saputo affrontare le sfide descritte».

Non è stato un esercizio facile. Consumi Italiani ancora deboli da un lato, settore soggetto a profonde trasformazioni dall’altro, situazione climatica non favorevole ed elevate presenze di stock presso la concorrenza e forti promozioni, hanno comportato un 2017 caratterizzato da un mercato dell’abbigliamento italiano in contrazione dell’1,3 per cento, e molto volatile, con i mesi di ottobre e gennaio in forte contrazione (rispettivamente -8,6 e -5 per cento). Ancor più significativa la contrazione del mercato dell’abbigliamento in Svizzera, mercato di riferimento del principale franchisee di OVS, Sempione Fashion AG (ex Charles Vögele), dove la contrazione nel 2017 è stata addirittura del -5,2 per cento.

IL 2017 ha visto soprattutto la continua crescita in Italia e soprattutto sui mercati esteri. Nel complesso il network è aumentato di 151 punti vendita tra Italia ed estero, raggiungendo una rete complessiva di 1.624 negozi, di cui 744 a gestione diretta. A questi si aggiungono i 140 negozi in Svizzera e gli 11 in Slovenia in franchising, convertiti in OVS grazie all’accordo commerciale siglato con Sempione Fashion AG. In particolare il 2017 è stato un anno eccezionale per il gruppo OVS in termini di crescita internazionale: escludendo l’accordo commerciale con Sempione Fashion AG, le superfici di vendita del brand OVS sono cresciute del 43 per cento - spiega il gruppo - con l’espansione in 8 nuovi mercati, 62 nuovi negozi (di cui 14 full-format) principalmente in franchising, ed il consolidamento del mercato spagnolo, che conta, a chiusura esercizio, 50 negozi su un totale di 238 in 33 paesi esteri.