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Made in Italy alla conquista del mondo

Crescono del 20 per cento le aperture di nuovi negozi all'estero. Fashion e Food i settori più attivi. Mete preferite: Francia, Russia e Medio Oriente.

di Redazione |

Inarrestabile l’avanzata del made in Italy nel mondo con un aumento del 20 per cento delle aperture di nuovi negozi all’estero, segno che – come sottolinea l’annuale Osservatorio Confimprese Estero - il retail cerca stabilità anche oltreconfine dopo avere consolidato il business sul mercato domestico. In particolare sono 270 i nuovi punti vendita che parlano italiano in arrivo sui mercati globali, con una netta predominanza delle aziende food e fashion.

Quanto ai Paesi di destinazione, due le tendenze emerse, con il food che privilegia l’Europa, Francia in testa, e il fashion che strizza l’occhio a Russia e Medio Oriente. La Francia, del resto, è il primo Paese europeo nel franchising con 1.900 affilianti e oltre 71.500 affiliati per un fatturato totale superiore a 55 miliardi di euro.

Tra i gruppi della moda, il numero maggiore di aperture arriva da Yamamay (nella foto un costume della collezione 2018) e Carpisa (gruppo Pianoforte) con 80 punti vendita, la maggior parte dei quali previsti su coste e isole mediterranee, tra Croazia (8 aperture), Grecia (6 aperture) e Spagna (4 aperture). Il brand dell’intimo, in particolare, guarda con interesse anche alla Francia, dove entro l’estate 2018, a un anno dalla partenza della filiale d’oltralpe, saranno operativi 4 punti vendita, con Nizza e Antibes che vanno a sommarsi a quelli di Cannes e Ajaccio. 

Per i nuovi flagship store le città preferite dai brand della moda sono Londra e Dubai, mentre le nuove top location turistiche sono Valencia, Palma de Mallorca, Costa Brava, Dubrovnik, Spalato, Budva, Praga, Beirut, Doha. Il modello di business all’estero si basa sulla formula mista punti vendita diretti (che fungono da flagship) e in franchising, con un occhio allo sviluppo online, creato di pari passo e d’accordo con la multicanalità crescente e nel rispetto della catena di affiliazione, precisa il rapporto di Confimprese. 

Camomilla Italia guarda con interesse il Medio Oriente e la Russia, dove ha presenziato in febbraio per la seconda volta alla fiera CPM di Mosca e dove sbarcherà con un paio di store. Dall’azienda toscana Miniconf sono in arrivo 8 aperture di cui 4 a marchio Ido a Mosca Metropolis, Valencia, Ucraina, Bellinzona e 4 per il marchio Sarabanda a Saint Tropez, Corsica, Montenegro e Serbia. Primadonna apre 10 nuovi negozi in Francia, Ucraina e Romania.

Nei settori arredo casa, ottica, cosmesi troviamo la Francia in pole position anche per Kasanova, dove è previsto un nuovo store. «La Francia – spiega Enrico Casiraghi, cfo Kasanova – è un mercato molto importante e con molti centri commerciali, che sono location per noi molto familiari. Abbiamo iniziato da Nizza, che è un territorio di prossimità, con cultura, gusti e religione molto simili all’Italia anche perché circa il 10 per cento di abitanti è italiano. La Francia permette sinergie con real estate internazionali con cui siamo già in rapporto per il mercato italiano. Non presenta nessuna difficoltà logistica, senza necessità di aprire un hub in loco. In ogni caso volendo presidiare l’Europa, è uno dei paesi di riferimento».

L’Erbolario mostra interesse per Europa e Arabia Saudita. Attualmente prevede un’apertura a Bratislava per il mese di luglio. Nau! conta su una nuova espansione in Spagna, Messico, Malta, Mosca, Dubai e India. L’India è uno dei mercati più importanti e potenziali dove il gruppo varesino, che ha già 3 punti vendita a New Delhi, conta di aprire oltre 100 punti vendita nei prossimi anni, partendo dalle megalopoli.

Nell’arredamento sono interessanti le previsioni di sviluppo di Natuzzi, che ha in programma circa 60 aperture con Cina, Brasile e Usa come mercati prioritari di sviluppo, ma ci sono anche piani previsti in UK, India, Francia. «Il modello retail Natuzzi – fanno sapere dall’azienda – si compone principalmente di due format distributivi: lo store monomarca, concepito per essere realizzato nei centri abitativi più grandi, e la galleria, ovvero un corner modulare creato per essere ospitato negli store multimarca. Questi due modelli distributivi valgono sia per Natuzzi Italia, la linea di prodotto testimonial della qualità artigianale italiana, fiore all’occhiello della produzione Natuzzi, 100 per cento made in Italy con una collezione che propone divani, poltrone, tavoli da pranzo, letti, mobili e complementi d’arredo realizzati in collaborazione con designer di fama internazionale o nel centro stile Natuzzi, sia per Natuzzi Editions, linea di prodotto dedicata principalmente a divani e poltrone».

Molto attivo sull’estero anche il food. Molte aziende italiane, già presenti oltreconfine, intendono rafforzarsi ulteriormente. Ad esse si affiancano realtà di minori dimensioni che tentano in alcuni casi lo sbarco per la prima volta quest’anno e in altri l’hanno fatto solo da qualche tempo. Tra le realtà più attive, Cigierre ha in programma una decina di aperture in Svizzera e in Francia con i marchi Old Wild WestWiener HausPizzikottoAmerican Grafiti e Shi’s.

La Piadineria, a seguito delle positive performance dei locali di Nizza e Marsiglia, punta nuovamente sul Paese d’oltralpe con una previsione di 5-6 aperture nei maggiori centri commerciali della Francia. Come anche il gruppo Cibiamo, che gestisce i brand La bottega del CaffèCibiamo, Virgin Active Café Mondadori Café, apre 2 locali in Francia. Il gruppo napoletano Sebeto prevede 5 ristoranti a marchio Rossopomodoro: 1 a Panama, 3 in Oman, 1 Las Vegas con Eataly ed è in trattativa per aprine 2 in Colombia, e altri in Spagna e Tunisia. L’azienda campana Queen’s Chips specializzata nella patatineria take away con all’attivo 40 punti vendita in Italia, punta sul nord Europa e sulla Cina con 30 nuovi locali. Mama Burger, che ha lanciato il format fast food (200 mq) proponendo prodotti sulla base dell’hamburger american style, apre a Ibiza nel cuore della movida spagnola.

Novità anche nel bio, dove il leader di mercato EcornaturaSì, che ha appena aperto il primo negozio biologico di 300 mq su strada a Varsavia (il resto della catena è presente esclusivamente nei centri commerciali), prevede altre aperture in Spagna. In Spagna arriva anche la ristorazione commerciale: il gruppo emiliano Camst apre a breve un ristorante self-service a insegna Tavolamica, mentre CIR food apre un locale di ristorazione in Olanda ad Amsterdam. Nella caffetteria illycaffè continua la sua marcia sui mercati esteri con 35 nuove aperture, di cui di cui 20 in Europa, Medio Oriente e Africa, 10 in Asia e 5 in America.