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Furla sfiora i 500 milioni

Grazie alle vendite nella regione asiatica, i ricavi nel 2017 sono saliti del 23 per cento. Per la quotazione, però, non c'è fretta.

di Redazione |

Furla ha chiuso il 2017 con un nuovo traguardo arrivando a un soffio dal mezzo miliardo di ricavi, cifra che sicuramente supererà nell’esercizio in corso. Lo scorso anno ha infatti registrato un fatturato di 499 milioni di euro, in crescita del 23,5 per cento a cambi costanti rispetto ai 422 miioni del 2016. In netto aumento l’ebitda, salito del 34 per cento, come riporta il sito Business of Fashion.

Significativo l’aumento del giro d’affari nell’area Asia-Pacifico, dove le vendite sono cresciute del 50 per cento. Incrementi a doppia cifra hanno interessato anche il Giappone (+15,4 per cento), l’area Emea (+12,9 per cento) mentre negli Usa la crescita è stata del 9,6 per cento.

«La crescita organica delle vendite conferma che la società ha una solida base finanziaria e la nostra crescita diffusa in tutti i mercati riflette i nostri sforzi per rafforzare ulteriormente la nostra rete di distribuzione», ha dichiarato l’AD Alberto Camerlengo.  

Furla è presente oggi in oltre 1.600 punti vendita in 100 paesi del mondo, di cui 1.200 tra multimarca e department store e 444 monomarca, tra negozi a gestione diretta, in franchising e travel retail. Per l’anno in corso, la maison bolognese di borse e accessori uomo e donna conta di aprirne di nuovi, specie nella regione Emea e negli Stati Uniti.

Pochi giorni fa ha inaugurato il suo primo store a Francoforte, un flagship di 134 metri quadrati al numero 23 di Goethestrasse, via dello shopping e dei grandi brand di moda della città, rafforzando la presenza in Germania dove è presente in diversi department store oltre che con la boutique di Monaco.

A inizio anno Furla aveva anche annunciato l'acquisito della piattaforma produttiva Effeuno: «l’ennesima conferma – aveva spiegato l’azienda – della strategia Furla di investire sul territorio italiano, che vanta la migliore tradizione nel campo della creazione e realizzazione di pelletteria e accessori di lusso».

Nonostante i continui «ritmi di crescita impressionanti», la quotazione non è imminente, come ha di recente rivelato il banchiere Giovanni Tamburi, che nel 2016 ha siglato un articolato accordo strategico con Furla finalizzato proprio ad accompagnare in Borsa la società. Il 2018 rappresenta l'avvio di una nuova fase di Ipo per le partecipate di TIP, la banca d'affari di Tamburi ma quella di Furla è per ora rinviata. Nei prossimi 12/18 mesi Tamburi spera di portare alla Borsa di Parigi il gruppo di mobili Roche Bobois. Nel 2019 prevede l'entrata sul mercato di Eataly e a seguire, «seppur con tempi più dilatati, in funzione sia delle singole equity story che delle condizioni esogene», dovrebbe essere il turno, tra le altre, di Furla.