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Capsule collection mania

Si moltiplicano le collezioni e le collaborazioni con più stilisti. I nuovi ritmi della moda hanno già convinto Moncler, Aeffe, Tod's e Diesel.   

di Redazione |

Una collezione per stagione non basta se l’obiettivo è conquistare un pubblico eclettico e imprevedibile. Bisogna sedurlo con un’offerta il più ampia e varia possibile, oltre che tempestiva. E aspettare sei mesi per una collezione è diventato ormai un tempo enorme, sia per chi produce, sia per i consumatori finali. Ecco allora che i big della moda scoprono la formula delle multi-capsule o mini-collection, uno strumento agile e duttile che consente di raggiungere in tempi brevi una clientela sempre più sovranazionale, volubile e esigente, facendo propri, in certo senso, i ritmi serrati del fast fashion. La direzione è quella già tracciata negli ultimi anni, in cui alle classiche collezioni autunno/inverno e primavera/estate si sono via via affiancate pre-collezioni, cruise e collaborazioni di vario tipo, ma adesso di va decisamente oltre coinvolgendo l'organizzazione aziendale e l'organigramma per dare corso a una nuova era. 

È stata Moncler a rompere il ghiaccio, ma si è trovata subito in buona compagnia con Aeffe, Tod’s e anche Diesel. 

La società di Remo Ruffini ha centellinato per mesi le notizie sul suo progetto Genius (un'immagine nella foto in alto), dietro il quale si è celata una profonda riorganizzazione e una revisione produttiva e logistica che ha richiesto un paio d’anni di preparazione e che è passata anche dalla chiusura delle linee Moncler Gamme Blue e Moncler Gamme Rouge. Un lavoro enorme sfociato nella decisione del gruppo di avviare una collaborazione con 8 creativi d’eccezione: Pierpaolo PiccioliKarl Templer (1952), Sandro Mandrino (Grenoble), Simone RochaCraig GreenKei Ninomiya (Noir), Hiroshi Fujiwara (Fragment), Francesco Ragazzi (Palm Angels). Ognuno potrà offrire la propria interpretazione di uno stesso capo, che sarà così disponibile per il pubblico in 8 differenti declinazioni in determinati punti vendita e in determinati periodi dell’anno. In termini pratici, ciò consente di allungare la vita di un prodotto oltre la mera stagionalità, di tenere alta la comunicazione sul brand e rafforzare il rapporto con il consumatore anche attraverso il sapiente uso dei social. È la rivoluzione del ‘tempo zero’.  

Qualcosa di molto simile è stato realizzato anche da Tod’s che ha lanciato la sua Factory, nome che evoca immediatamente lo studio newyorkese di Andy Warhol, fucina di idee e di incontri negli anni Sessanta. Si tratta di un nuovo progetto a cui il gruppo marchigiano sta lavorando da mesi e che prevede nel corso dell‘anno la presentazione di più collezioni in collaborazione con vari designer, già affermati ma anche giovani talenti. Diego Della Valle lo definisce un «cambiamento epocale nel nostro mondo» necessario per stare al passo con i tempi. «Prima c'era un modo di lavorare stagionale, sei mesi su sei mesi. Ora il modello di business è cambiato, è tutto più rapido, diventiamo aziende che lavorano mese per mese, come degli editor che devono fare 12 copertine all'anno», ha spiegato Della Valle in un'intervista, precisando che la prima capsule della Factory arriverà a giugno. 

Le capsule collection hanno convinto anche Aeffe. «La creatività ha bisogno di tempi lunghi per cui non tutta la collezione può essere concepita come capsule, però il mercato ha bisogno di stimoli e quindi queste capsule riescono a essere dei momenti di comunicazione e di vendita che sollecitano il pubblico finale dando risultati assolutamente importanti per l’e-commerce, per il retail e per quanto concerne la comunicazione», ha dichiarato il presidente esecutivo Massimo Ferretti a PambiancoTV poco prima della sfilata Alberta Ferretti A/I 2018-19 alla Milano Fashion Week, confermando che il gruppo continuerà su questa strada dopo gli ultimi successi importanti. 

Anche Diesel, infine, sceglie la formula delle multi-capsule con il progetto Red Tag Project. Si tratta di una piattaforma su cui opereranno diversi designer, incaricati di realizzare mini collezioni che saranno poi distribuite in un numero selezionato di negozi nel mondo. Si parte con Shayne Oliver, ex direttore creativo di Hood by Air, che sabato 3 marzo, durante la fashion week di Parigi, presenterà i primi dieci look. «Questo è un momento dinamico per Diesel: stiamo lavorando su una serie di iniziative globali, una delle quali è questa, con gli stilisti più innovativi e radicali a livello internazionale, come Shayne. Le nuove generazioni sono attratte e coinvolte da prodotti belli, che hanno un’anima e che parlano il linguaggio di oggi», ha dichiarato Rosso, patron del gruppo Otb, la holding che controlla Diesel. In questo caso, l’annuncio di Red Tag Project è stato preceduto dall'addio di Nicola Formichetti alla direzione creativa di Diesel e dalla nomina di Ubaldo Minelli a nuovo CEO di Otb.