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Millennials e cinesi guidano il lusso

Nel 2024 la metà dei consumatori di beni di lusso saranno Millennials e il 40 per cento saranno cinesi. 

di Redazione |

 

Millennials e cinesi. Saranno loro il locomotore della crescita del lusso nei prossimi anni, come emerge dal report 2018 True Luxury Global Consumer Insight, giunto alla quinta edizione, elaborato dagli esperti di Boston Consulting Group (Bcg) attraverso l'analisi del comportamento d'acquisto di 12mila consumatori in 10 mercati del mondo con spesa media annuale attorno a 37.000 euro l'anno. 

Si tratta di un campione rappresentativo di quei 18 milioni di consumatori d’elite (su un totale di 424 milioni di consumatori lusso) che nel 2017 hanno speso 267 miliardi di euro: in sostanza un 4 per cento di consumatori del lusso che è responsabile del 30 per cento dei consumi totali, stimati per il 2017 in circa 915 miliardi di euro.

Le stime di Bcg indicano che il mercato totale di questi consumatori d'elite passerà dai 267 miliardi di euro del 2017 a 395 miliardi nel 2024 (a fronte di un mercato globae del lusso, escluse automobili e yachts, in crescita del 6 per cento da 915 miliardi a 1.260 miliardi di euro), mentre i consumatori ultra ricchi saliranno da 18 a 23 milioni.

La parte del leone spetta proprio ai Millennials: nel 2024 i giovani compresi tra 21 e 35 anni saranno la metà dei consumatori di alta gamma. E di questi, i cinesi continueranno ad avere il peso maggiore, passando dal 32 per cento attuale al 40 per cento dei consumi di lusso totali, seguiti da americani e europei.

IL NUOVO LUSSO - Il lusso è destinato a assumere nuove connotazioni. Sarà più divertente e meno ingessato, aperto a contaminazioni con il casual e il fast fashion, ma anche con brand di nicchia meno noti. Sarà anche attratto da nuovi materiali e nuove forme frutto di ricerca e innovazione. Il lusso sarà poi sempre più disponibile a collaborazioni con il mondo dell’arte, della musica, del cinema.

Denim, T-shirt e sneaker sono i nuovi beni alto di gamma a cui aspirano i giovanissimi, che chiedono prodotti personalizzati e originali, attraverso cui esprimere la loro personalità. Questo senza mai derogare a qualità e artigianalità.

Il made in Italy è ben posizionato tra le preferenze e risulta essere la prima scelta per il 30 per cento degli intervistati, seguito dal made in France scelto dal 22 per cento del campione. Stanno crescendo anche i brand americani grazie alla grande capacità di fare marketing e di costruire il valore del marchio.

E-COMMERCE IN ESPANSIONE - Nel 2025 il 25 per cento dello shopping di lusso transiterà attraverso il canale digitale, contro il 10 per cento attuale. Anche in questo caso sarà la Cina a guidare l’espansione. I big del luxury lo sanno bene e hanno già avviato accordi con i maggiori operatori locali dell'e-commerce come Alibaba e JD per assicurarsi una presenza sulle loro piattaforme Luxury Pavilion  e Toplife. Non a caso negli Stati Uniti, dove il digitale è più maturo, i brand del lusso hanno ampliato l'offerta online di oltre un terzo negli ultimi 12 mesi. Da segnalare infine che gli acquisti online attraverso lo smartphone stanno crescendo in modo esponenziale e che anche le generazioni più anziane ricorrono con sempre maggiore frequenza a questo canale.  

TENGONO I MONOMARCA - Dopo un periodo in frenata, tornano a galla i negozi monomarca, che stanno dando segnali di tenuta grazie anche a particolari accorgimenti volti a migliorare l'esperienza d'acquisto, da un personale di vendita più preparato all'integrazione dell’offerta del punto vendita con special edition. È innegabile tuttavia assistere a una maggiore cannibalizzazione tra canali, scandita dal prezzo e dall'accessibilità al prodotto.