Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Export da record per borse e scarpe

Incrementi a doppia cifra per la pelletteria e nuovo record per le calzature. L'estero sostiene i due settori, mentre la domanda interna non riparte.

di Redazione |

Un settore che sta recuperando a pieno ritmo e che mantiene nell’export un importante volano. Borse, calzature e accessori moda confermano la loro centralità a supporto del made in Italy attirando migliaia di visitatori da tutto il mondo a Rho Fiera (11-14 febbraio) per le due rassegne più importanti a livello internazionale: Mipel (pelle) e Micam (calzature).

LA RIMONTA DELLA PELLETTERIA – Il 2017 è stato un anno di ripresa per la pelletteria italiana, merito ancora una volta delle esportazioni. Secondo i dati forniti dal centro studi di Confindustria Moda, nei primi 10 mesi il fatturato è aumentato del 6,4 per cento, mentre le esportazioni hanno raggiunto i 6,1 miliardi grazie a una crescita del 14,1 per cento sull’analogo periodo 2016. La richiesta ha riguardato tutte le tipologie merceologiche, in particolare borse e piccola pelletteria. Da segnalare inoltre la crescita del 6,4 per cento del prezzo al kg, a testimonianza dell’immutato appeal dei prodotti di fascia qualitativa elevata, tipici del made in Italy.

Decisamente meno confortanti sono le indicazioni provenienti dal mercato interno. Dopo i deboli segni positivi registrati nel 2016 (+1,4 per cento in quantità e +0,3 per cento in valore) – che parevano il preludio a una ricostituzione più significativa dei livelli di domanda dopo anni di contrazioni non trascurabili – i primi 11 mesi 2017 si sono chiusi con una sostanziale invarianza (-0,1 per cento) accompagnata da un timido +1 per cento in volume.

IL CALZATURIERO PROVA A USCIRE DALLA CRISI - Segnali di schiarita arrivano anche dalla calzatura italiana, un settore che vede impegnate quasi 5000 aziende e oltre 77mila addetti. Sorretta dal consolidamento della domanda estera, la produzione made in Italy ha evidenziato nel 2017 segnali di tenuta invertendo la rotta dopo un triennio di contrazioni e segnando un aumento dell’1 per cento in volume.

Fondamentale resta l’export, a cui è destinato più dell’85 per cento della produzione nazionale. Da gennaio ad ottobre sono stati venduti all’estero 180,6 milioni di paia di scarpe (2,6 milioni in più sull’analogo periodo 2016), per 7,78 miliardi (+1,5 per cento in quantità e +3,3 per cento in valore). Secondo le proiezioni sull’intero anno, dovrebbero essere sfiorati a consuntivo i 9,2 miliardi – il valore più alto degli ultimi 15 anni, anche al netto delle dinamiche inflattive – con il raggiungimento dell’ennesimo record.

Anche il calzaturiero deve però confrontarsi con l’ormai cronica contrazione della domanda sul mercato interno: gli acquisti delle famiglie hanno registrato, anche nel 2017, per il decimo anno consecutivo, un calo in volume (-0,4 per cento), seppur contenuto.