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Kering, 2017 fenomenale

Utili raddoppiati e ricavi che sfiorano i 15,5 miliardi. In evidenza Gucci, Yves Saint Laurent e Puma.

di Redazione |

Un anno “fenomenale” il 2017 per la francese Kering, secondo gruppo mondiale del lusso. Così lo ha definito l’amministratore delegato Francois-Henri Pinault, esaltando i buoni dati di un bilancio da record.

I ricavi sono saliti in un solo anno di 3 miliardi sfiorando i 15,5 miliardi di euro (+27 per cento a cambi costanti) mentre l’utile è più che raddoppiato grazie a una crescita del 119 per cento che lo ha portato a 1,7 miliardi di euro, rispetto agli 813,5 milioni del 2016. Superiore alle attese l’utile operativo, in aumento del 56,3 per cento fino a sfiorare i 3 miliardi. Il gruppo ha anche ridotto il debito da 4,3 a 3 miliardi di euro e proporrà ai soci un dividendo di 6 euro per azione, in aumento del 30 per cento rispetto all'anno precedente.

A questi buoni risultati hanno contribuito da un lato un quarto trimestre migliore del previsto e dall’altro il brillante andamento di tutti i brand del gruppo. Pinault in particolare ha giudicato «spettacolare» la performance di Gucci, spiegando che il marchio appare «sempre più desiderabile in tutti i mercati». Bene anche Saint Laurent «in rapida crescita», mentre Bottega Veneta «procede nel suo piano di sviluppo» e Balenciaga «sta disegnando una traiettoria impressionante». Ma anche gli altri brand del lusso, ha precisato Pinault «stanno vivendo un momento positivo».

Scendendo nel dettaglio, Gucci ha registrato una crescita dei ricavi del 44,6 per cento a 6,2 miliardi, superando per la prima volta il fatturato di un altro big francese del lusso, Hermès. Yves Saint Laurent ha visto il giro d’affari salire del 25,3 per cento a 1,5 miliardi mentre quello di Bottega Veneta è salito dello 0,2 per cento a 1,2 miliardi.

La voce "altri brand" – da Alexander McQueen a Stella McCartney fino a Balenciaga, Brioni, Pomellato, Boucheron, per citare i principali – ha segnato un progresso dei ricavi del 12 per cento a 1,9 miliardi. In particolare Balenciaga, spiega Kering, è stato nella seconda metà dell’anno il brand con il tasso di crescita più sostenuto.

Nel complesso l’anno scorso il business luxury ha messo a segno un incremento del fatturato del 29,9 per cento a 10 miliardi, ma sono state brillanti anche le attività nello sport e lifestyle, riconducibili sostanzialmente a Puma, creciute del 12,8 per cento. Per a prima volta i ricavi di Puma hanno superato la soglia dei 4 miliardi grazie a un incremento del 15,8 per cento su basi comparabili. 

La fase propizia potrebbe proseguire nel 2018. «Tutti i nostri brand stanno mostrando un enorme potenziale di crescita, radicato nella capacità di reinventare codici, alimentare la desiderabilità attraverso forti visioni creative e quindi creare valore» ha ancora dichiarato il numero uno di Kering, fiducioso che questa positività possa continuare. «In un quadro globale che rimane incerto, noi non abbassiamo la guardia ma siamo fiduciosi - ha precisato - che la complementarietà dei nostri brand, l'espansione geografica, la diversità della nostra clientela e la forza di un gruppo del lusso integrato ci renderanno in grado, anche quest’anno, di fare meglio del mercato».