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L'anno d'oro di LVMH

Nel 2017 ha infranto una doppia barriera: quella dei 5 miliardi di utile netto e dei 40 miliardi di ricavi. 

di Redazione |

Il 2017 è stato un anno d’oro per LVMH, leader mondiale nel luxury attraverso una settantina di brand, tra cui Louis Vuitton, Christian Dior, Bulgari, Fendi, Givenchy, ma anche lo champagne Dom Perignon e la catena di profumerie Sephora. Per la prima volta nella sua storia il gigante del lusso guidato da Bernard Arnault ha infranto una doppia barriera, quella dei 5 miliardi di utile netto (+29 per cento a 5,1 miliardi) e quella dei 40 miliardi di fatturato (+13 per cento a 42,6 miliardi di euro contro i 37,6 miliardi del 2016).

Migliormanenti sono stati messi a segno da ogni brand e in ogni area geografica. Una crescita a doppia cifra ha inoltre riguardato ogni singolo settore, ad eccezione di Vini e Alcolici. Alla luce di questi risultati, il gruppo proporrà agli azionisti un dividendo di 5 euro per azione, in aumento del 25 per cento rispetto al 2016.

Alla Borsa di Parigi le azioni LVMH salgono di oltre il 5 per cento tornando sopra i 252 euro, riportandosi in prossimità del massimo storico di 260 euro raggiunto lo scorso luglio e trainando con sè il comparto moda. Nell’ultimo anno il titolo LVMH ha guadagnato oltre il 32 per cento diventando il primo per capitalizzazione sull’azionario francese, superando il gruppo petrolifero Total.

Anche di fronte all’ottima performance del 2017, il Ceo di LVMH invita a un cauto ottimismo per l'anno in corso: «Nonostante i cambi sfovorevoli e l’instabilità geopolitica, LVMH è ben attrezzata per continuare la sua dinamica di crescita in tutti i settori, ma entra nel 2018 con cauto ottimismo». 

Nel dettaglio, a trainare la crescita nel 2017 è stato soprattutto il comparto Moda e Pelletteria, che nella seconda metà dell'esercizio ha consolidato Christian Dior Couture, grazie a un incremento del 21 per cento a 15,472 miliardi di ricavi. Buone performance sono state messe a segno anche dai settori Profumi e Cosmetici (+12 per cento), Distribuzione selettiva (+11 per cento) e Orologi e Gioielli (+10 per cento). Tutte le linee di business hanno riportato una crescita a doppia cifra, con la sola eccezione del segmento Vini e Alcolici, cresciuto del 5 per cento, a causa di problemi di fornitura nella seconda metà dell’anno.