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Valentino guarda a piazza Affari

Potrebbe portare in Borsa il 25 per cento del capitale nella seconda metà del 2018. 

di Redazione |

  

Nella foto una creazione per Valentino Haute Couture Fall/Winter 2017/2018  

Potrebbe arrivare in Borsa, a Milano, nella seconda metà del 2018 il gruppo Valentino. Non c’è nulla di ufficiale e non ci sono conferme ma solo l’indiscrezione riportata dall’agenzia Reuters.

Il gruppo fondato nel 1960 dallo stilista Valentino, e dal 2012 controllato dalla società del Qatar Mayhoola Group, dovrebbe mettere sul mercato il 25 per cento del capitale sociale attraverso una IPO. Più che fare cassa, l’obiettivo dell’azionista sarebbe quello di dare maggiore visibilità alla società, specie sui mercati internazionali.

Le carte sono in regola. Non a caso Valentino è in cima alla classifica 2017 delle 50 società quotabili nel settore Fashion & Beauty realizzata da Pambianco e EY, dove ha rubato il gradino più alto del podio a Giorgio Armani.

L’idea di portare in Borsa Valentino non è nuova. Già a fine 2015 il gruppo aveva annunciato l’intenzione di quotarsi, decidendo poi di rinviare a tempi migliori considerando il momento poco brillante dei titoli del settore luxury. I tempi, ora, potrebbero essere maturi. Nel 2017 i titoli del lusso hanno corso parecchio, con i big del settore, le francesis LVMH e Kering, che hanno raggiunto i massimi storici.  Da inizio anno Kering ha messo a segno un progresso di quasi il 40 per cento e Kering di oltre l'87 per cento, a fronte di un incremento del listino francese di poco più del 10 per cento.

Per Valentino sarebbe comunque un ritorno a piazza Affari dal momento che era già stata quotata ai tempi in cui la proprietà era in mano ai Marzotto. Non c’è comunque alcuna fretta di ritornare sul listino. Anche perché il gruppo vorrebbe consentire al nuovo direttore creativo, Pierpaolo Piccioli, di legare il suo nome al brand dopo l’uscita, nel 2016, di Grazia Chiuri, passata alla guida di Dior.  

Nel 2016 il gruppo ha realizzato ricavi per 1,1 miliardi di euro e un utile di 206 milioni. Anche il 2017 dovrebbe essere un anno di crescita. Il Chief executive Stefano Sassi ha rivelato lo scorso giugno di sperare in una crescita delle vendite a doppia cifra per l'anno in corso.