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Inditex non delude le attese

Ricavi in cresita del 10 per cento nei primi nove mesi. Frenano i nuovi store ma avanza l'online. 

di Redazione |

Conti in crescita, nuove aperture, ingresso in nuovi mercati. In apparenza non sembrano esserci segni di cedimento nel bilancio dei primi nove dell’anno di Inditex, il colosso spagnolo leader mondiale nel fast fashion attraverso i marchi Zara, Massimo Dutti, Oysho, Bershka, Pull & Bear, Stradivarius.

Leggendo però più attentamente i dati, emerge un rallentamento rispetto al passato, segno di una sempre maggiore concorrenza del canale online, di una saturazione della catena reatil in alcuni paesi, ma anche di un diverso modo di fare shopping da parte dei consumatori.

Per quanto riguarda i dati, nei primi nove mesi le vendite di Inditex hanno segnato un aumento del 10 per cento sfiorando i 18 miliardi di euro, a fronte di un utile netto salito del 6 per cento a 2,3 miliardi e di un Ebitda salito anch’esso del 6 per cento a 3,82 miliardi. L'utile lordo è aumentato del 9 per cento a 10,32 milioni, a fronte però di un’incidenza sui ricavi leggermente scesa al 57,4 dal 57,9 per cento.

Buona anche la stagione dello shopping natalizio, con le vendite online e offline nelle valute locali aumentate del 13 per cento nel periodo dal 1 novembre all'11 dicembre.

Inditex continua dunque a fare meglio della concorrenza. I risultati appaiono in linea con le attese degli analisti e confermano l’andamento positivo del gruppo, nonostante consumi piuttosto fiacchi e la difficoltà ad attrarre clienti nei negozi. Letti in una prospettiva temporale, tuttavia, i dati mostrano un cedimento, sia nei ricavi sia nelle voci reddituali.

Una frenata rispetto al passato emerge anche per quanto riguarda la rete di negozi. Al 31 ottobre scorso, gli store del gruppo Inditex nel mondo erano 7.504, in aumento rispetto ai 7.240 dello stesso periodo del 2016. Le nuove aperture sono state però 212, meno delle 227 che hanno caratterizzato l’analogo periodo di un anno fa. Un trend di riduzione che dura già da alcuni anni. Solo nel 2013 il gruppo avanzava al ritmo di 450-500 nuovi store all’anno. Oggi siamo attorno alla metà. Pare addirittura che il gruppo abbia intenzione di ridimensionare la sua catena di negozi e stia cercando un acquirente per 16 punti vendita tra Spagna e Portogallo: una misura che prende le mosse dalla crescente espansione del canale digitale. 

Accanto ai negozi fisici, il gruppo sta infatti operando una costante crescita sul digitale: grazie al lancio di zara.com in India, Malesia, Singapore, Tailandia e Vietnam e all’ingresso di Bershka negli Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone, sono ora 45 i paesi dove è possibile comprare online i marchi del retailer spagnolo.