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Il made in Italy sbarca in Cina

Al via la 12esima edizione di Milano Unica Shanghai. Il paese asiatico si conferma primo mercato di sbocco per il nostro tessile. 

di Redazione |

Sono 45 le aziende italiane di fascia alta volate in Cina per Milano Unica Shanghai, lo spin-off orientale della manifestazione milanese su tessile e accessori giunto alla 12esima edizione. Dall’11 al 13 ottobre esporranno le collezioni autunno inverno 2018-19 all’interno del National Exhibition and Convention Center di Shanghai, durante la fiera internazionale Intertextile Apparel Fabrics, l’evento dedicato al tessile numericamente più importante del mondo che qust’anno vede schierati 4.538 espositori provenienti da 32 paesi.

L’obiettivo è avvicinarsi maggiormente a un mercato geografico sempre più vitale e importante. Nel primo semestre del 2017 le esportazioni italiane sul mercato cinese di tessuti Made in Italy sono cresciute del 9,5 per cento. Considerando anche l’export verso Hong Kong, le vendite hanno superato in valore i 193 milioni di euro, ponendo l’area al primo posto davanti alla Germania. In aumento anche le vendite di moda italiana in Cina, con un incremento del 2 per cento grazie a una ripresa degli acquisti di lusso.

Siamo di fronte a un mercato a cui prestare la massima attenzione. «Non è più la moda maschile a dominare ma anche la domanda di abbigliamento donna e bambino ha fatto strada in questo mercato dalle dinamiche ancora complesse. I buyer oggi - osserva Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica - mostrano una conoscenza profonda del prodotto e le 45 aziende espositrici potranno dunque contare su un parterre di clienti fortemente motivato e interessato alla qualità italiana».

In questi ultimi anni i consumatori cinesi sono infatti divenuti più consapevoli e esigenti e per le aziende straniere è ancora più sfidante assecondarli con prodotti di qualità e originali. Anche perché nel frattempo è salita anche la competizione con i marchi locali, che oggi hanno standard qualitarivi sempre più alti.

Negli ultimi dieci-quindici anni tutti i più importanti nomi del luxury hanno effettuato ingenti investimenti sul mercato cinese, intensificando la loro politica commerciale al punto tale che ormai che la presenza di brand di lusso nel paese non è più una novità ma la norma. Di fronte a una simile saturazione di mercato, i consumatori cinesi sono rapidamente diventati più sicuri e esigenti, come sottolineano in un recente report Claudia D’Arpizio e Federica Levato, analiste di Bain &CO.