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LVMH batte le attese

L'euro forte non ferma il gigante mondiale del lusso. Nei primi nove i ricavi crescono del 12 per cento.

di Redazione |

Nella foto: sfilata Christian Dior autunno-inverno 2017/2018


Nove mesi di corsa per LVMH, il più grande gruppo al mondo nei beni di lusso a cui fanno capo grandi marchi come Louis Vuitton, Christian Dior, Moet&Chandon. Nonostnte il raffrozamento dell'euro, anche il terzo trimestre dell’anno si è concluso infatti con un incremento a doppia cifra dei ricavi, saliti rispetto all’analogo trimestre del 2016 del 12 per cento a 10,4 miliardi di euro, più delle attese.

Nel complesso dei primi nove mesi, il gruppo guidato da Bernard Arnould ha registrato un incremento dei ricavi del 14 per cento a 30,1 miliardi di euro (+12 per cento la crescita organica al netto delle oscillazioni dei cambi e a parità di punti vendita), con una crescita a doppia cifra di tutti i comparti ad eccezione degli alcolici. Un dato che batte le stime degli analisti che avevano pronosticato un incremento del fatturato del 9 per cento. 

Sale di circa il 2 per cento il titolo LVMH alla Borsa di Parigi toccando i nuovi massimi storici a 237 euro (+30 per cento da inizio anno) e trainando dietro di sè il comparto del lusso, in un giornata in cui prevalgono le vendite sui listini europei. Nei prossimi giorni anche Kering e Hermes renderanno noti i dati dei primi nove mesi. In generale le attese sono positive grazie a un ritorno dei turisti in Europa dopo la cautela dello scorso anno per via degli attacchi terroristici e grazie a una ripresa delle vendite di beni di lusso sul mercato cinese.

Nonostante i buoni risultati, il gigante francese del lusso resta comunque cauto sulle prospettive future. «In un clima geopolitico e valutario che resta incerto, LVMH continuerà a essere vigile», precisa la nota del gruppo. Il rafforzamento dell’euro potrebbe infatti creare un terreno meno favorevole per le vendite, così come un innalzamento delle tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Nord Corea.