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Moda, al via le sfilate milanesi

Una fashion week in formato XL mentre il settore va a gonfie vele: +5 per cento l'export dei distretti nei primi sei mesi dell'anno.

di Redazione |

È iniziata ufficialmente la settimana della moda milanese. Anzi, la super settimana della moda in formato XL, sia in termini di dimensioni che di qualità. Accanto alle sfilate, che hanno preso il via oggi con le passerelle, tra gli altri, di Gucci, Byblos, Alberta Ferretti e Francesco Scognamiglio, andranno infatti in scena per la prima volta anche i principali saloni internazionali: The Micam (calzature) e Mipel (pelletterie) oltre a White e The One Milano. Un’iniziativa nata da uno sforzo congiunto da parte di istituzioni e organizzazioni per riportare Milano in cima alla classifica delle capitali internazionali della moda, specie in un momento in cui soffia forte sul settore il vento della ripresa.

I distretti italiani della moda stanno infatti andando a gonfie vele. Nei primi sei mesi dell’anno hanno realizzato, su base annua, un aumento delle esportazioni del 5,2 per cento, con una crescita del 5,3 per cento considerando solo il secondo trimestre. Francia e Cina i paesi più dinamici con una domanda di made in Italy salita rispettivamente del 14,7 e del 12,3 per cento nei primi sei mesi dell’anno, come emerge dalla consueta indagine sui distretti elaborata per Il Sole 24 Ore dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

In netta ripresa, dopo anni di flessione, anche l’export verso la Russia, con un incremento del 12,3 per cento. Pur restando il secondo mercato per importanza dopo a Francia, gli Stati Uniti hanno risentito del super euro e dell’incertezza politica interna mettendo a segno un modesto avanzamento dell’1 per cento. In ripresa anche le esportazioni verso la Cina (+10,9 per cento) e Hong Kong (+5,2 per cento). Da segnalare anche leMa la maglia rosa spetta alla Svizzera, verso cui il nostro export è cresciuto del 21,6 per cento rispetto a un anno fa, merito soprattutto della filiera nel settore della pelletteria e dell’oreficeria

E infatti i distretti orafi e della pelletteria sono proprio quelli che hanno realizzato le performance migliori con un aumento nel complesso del 15 per cento ma con picchi del +39,5 per cento per il distretto dell’oreficeria di Valenza e del 36,6 per cento per quello delle calzature di Arezzo.

I dati sono stati confermati anche dai Fashion Economic Trend (Fet) rilasciati dalla Camera dalla moda e che comprendono i comparti tessile, pelle, pelletteria, abbigliamento e calzature. Le stime indicano un fatturato di 64,7 miliardi per l’anno in corso, con un aumento del 2,3 per cento rispetto a 2016, anno in cui l’aumento era stato dell’1,9 per cento. Merito soprattutto dell’export, che a fine anno dovrebbe raggiungere un valore di circa 50 miliardi con una crescita del 4 per cento su base annua, sebbene sia da mettere in conto qualche incertezza a causa degli effetti negativi del supereuro ma anche degli uragani negli Stati Uniti oltre alle tensioni geopolitiche che ruotano attorno alla Corea del Nord.

Al buon andamento dei distretti della moda deve inoltre aggiungersi la ricaduta positiva per Milano e per l’indotto di questa nuova edizione in formato XL della settimana della moda. L’anno scorso la Camera di Commercio di Milano aveva stimato un indotto di 42 milioni di euro per i sette giorni della Fashion Week di settembre, cifre quest’anno destinata a essere superata di gran lunga considerando gli 11 giorni di durata dell’evento, arricchito da mostre, presentazioni, inaugurazioni e spettacoli.