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Ivanka balla da sola

Dopo il rifiuto di alcune catene Usa di vendere i prodotti del suo brand, ha deciso di aprire il primo monomarca. Naturalmente nella Trump Tower.

di Redazione |

Essere la figlia prediletta di uno dei presidenti degli Stati Uniti meno amati e meno popolari può diventare un boomerang. Lo sa bene Ivanka Trump, first daughter d’America sempre più spesso al fianco del padre negli impegni politici ufficiali, ma anche imprenditrice e designer di un brand di moda che porta il suo nome.

I primi guai risalgono allo scorso febbraio, subito dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, quando la catena americana Nordstrom annunciò che non avrebbe più commercializzato il brand di Ivanka. Il motivo? Poche vendite, disse allora la catena. In effetti c’era anche il timore di ritorsioni da parte dei consumatori dopo la campagna sui social #GrabYourWallet che invitava gli americani contrari alla vittoria di Trump e alle sue idee politiche a boicottare i negozi e le insegne che vendevano i prodotti della figlia. Un esempio seguito anche da altre catene, tra cui Neiman Marcus, Burlington, Belk mentre Amazon, Bloomingdale’s e Macy’s ancora espongono i prodotti della first daugther.

Eppure Ivanka si era affrettata a lasciare ogni incarico operativo all’interno della società per evitare qualsiasi conflitto, affidando la guida all’amica Abigail Klem, che ne è tutt’oggi presidente, pur mantenendo la proprietà del brand e continuando a intascare i guadagni, come rivelò qualche mese fa la stampa americana.

Le cose però pare non stiano andando benissimo. A febbraio il sito di vendite online Lyst ha evidenziato un picco di domanda per i prodotti di Ivanka Trump, con un balzo addirittura del 771 per cento rispetto a un anno prima. Con il passare dei mesi, tuttavia, le vendite si sono assottigliate e lo scorso agosto Lyst ha rivelato che hanno segnato una contrazione dell’1 per cento.  

Notizie sconfortanti arrivano anche da un altro sito di e-commerce, Edited, secondo cui le vendite online di articoli a prezzo pieno hanno segnato nel complesso un incremento del 32,8 per cento sul mercato americano tra gennaio e luglio, mentre quelle del brand di Ivanka si sono mosse in controtendenza evidenziando una contrazione del 23,5 per cento.

Nessuna sorpresa quindi se qualche settimana fa il sito Politico.com ha anticipato che Ivanka Trump sta per aprire il primo monomarca, un luogo dove vendere direttamente i prodotti del suo brand. I lavori sono in corso e l’inaugurazione è attesa per quest’inverno. Crea invece un po’ di perplessità il luogo scelto: la Trump Tower sulla Fifth Avenue, ossia il tempio della famiglia Trump. Quell’edificio pesantemente presidiato dalle forze dell’ordine da quando Donald è stato eletto presidente e dove chi vuole entrare deve sottoporsi a perquisizioni. Una situazione vissuta con preoccupazione anche da brand affermati come Tiffany, che a causa di ciò ha visto un calo di presenze nel suo storico negozio newyorkese nella Trump Tower con riflessi negativi nei conti trimestrali. Eppure tanto aveva fatto la first daugther per portare il brand in territorio neutrale cedendo la guida operativa...