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Il lusso torna a correre

Smentite le previsioni prudenti degli analisti. Al giro di boa di metà anno, i bilanci dei big del settore indicano vendite in forte aumento e utili boom. 

di Redazione |

Nella foto un'immagine della Cruise Gucci 2018


Vendite in crescita a doppia cifra e impennata degli utili. Per una volta le previsioni prudenti degli analisti sono state disattese. Dopo un 2016 indiscutibilmente debole, il 2017 si prospetta come l’anno del rilancio per il lusso. Questo almeno è quanto emerge dalla lettura dei bilanci del primo semestre dei big del settore. Vero è che ci sono ancora altri sei mesi da coprire, ma la tendenza sembra essere molto positiva al punto che, avanti di questo passo, il luxury potrebbe invertire una tendenza che dura da diversi anni tornando a crescere a un ritmo superiore a quello del Pil mondiale.

A inizio anno i timori degli analisti erano concentrati sul rallentamento della Cina, oltre che sulle incertezze legate alla Brexit e al nuovo corso politico inaugurato da Trump. Qualche mese dopo, tutto questo sembra essere stato messo da parte. L’economia cinese non ha registrato sbandate. Anzi, si sta rafforzando, come pure la crescita in Europa, mentre Brexit e Trump fanno meno paura. Intanto gli indici azionari corrono, le aziende macinano utili mentre Fed e Bce non hanno tutta questa gran fretta di alzare i tassi. Un mix di circostanze che sta creando un ambiente di nuovo favorevole per lo shopping di beni di lusso, come testimoniano le semestrali dei maggiori gruppi del settore.

LVMH – Quasi 20 miliardi di fatturato nei primi sei mesi dell’anno per LVMH, il numero uno al modo del lusso, con una crescita del 15 per cento rispetto all’analogo periodo di un anno prima, a fronte di un risultato operativo corrente salito del 23 per cento a 3,640 miliardi. «LVMH si è avvantaggiato di un ottimo primo semestre, al quale tutte le nostre aziende hanno contribuito», ha commentato Bernard Arnault, presidente di LVMH, invitando però alla cautela: «In un contesto che rimane incerto, iniziamo la seconda parte dell’anno con prudenza» e precisando che «nell’attuale clima di instabilità geopolitica ed economica, la creatività e la qualità, valori fondanti del nostro gruppo, sono più che mai diventati dei punti di riferimento per tutti».

KERING – Un primo semestre a tutto gas anche per il gruppo Kering, trainato dalle vendite di Gucci e Saint Laurent. Nei primi sei mesi il colosso del lusso francese ha visto gli utili crescere del 77,6 per cento a 825,8 milioni di euro, con ricavi in aumento del 28,2 per cento a 7,3 miliardi (dato superiore alle stime di mercato). «Questo eccellente primo semestre aumenta la fiducia che il gruppo possa vivere un altro anno di crescita e migliorare le performance operative», ha commentato François-Henri Pinault, presidente e Ceo del gruppo.

GUCCI - Tra i numerosi brand che fanno capo a Kering, continua il momento magico di Gucci, che sotto la guida del direttore artistico Alessandro Michele e del ceo Marco Bizzarri ha messo a segno nei primi sei mesi ricavi per 2,83 miliardi, il 45,4 per cento in più rispetto all’analogo periodo 2016. Ottimi risultati anche sul fronte della redditività con l’ebitda che ha superato quota un miliardo grazie a un aumento del 64,6 per cento con un’incidenza sui ricavi salita al 35,6 per cento. Avanti di questo passo, il gruppo a fine potrebbe arrivare a fatturare più di Hermès, mettendo a segno uno storico sorpasso. 

HERMÈS – Sulla scia del buon andamento dei mercati asiatici, Hermès ha chiuso la prima metà dell’anno con un incremento dell’11 per cento del fatturato a 2,713 miliardi di euro, anche se il secondo trimestre ha visto un rallentamento a +9 per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno, quando il fatturato era salito dell’11,2 per cento. «Nel medio termine, nonostante il rafforzamento dell'incertezza economica, geopolitica e monetaria nel mondo, il gruppo conferma un obiettivo ambizioso in termini di crescita del fatturato a tassi di cambio costanti», annuncia il gruppo in una nota. 

YVES SAINT LAURENT – Anche la maison Yves Saint Laurent (gruppo Kering) ha continuato il trend molto positivo con un aumento delle vendite del 29,7 per cento. La griffe guidata da Francesca Bellettini ha toccato quota 710,8 milioni nel semestre, forte del successo delle collezioni firmate da Anthony Vaccarello e della crescente domanda in Asia Pacific, Europa occidentale e Nord America.

PUMA – Buona la performance di Puma, il brand lifestyle di Kering, che ha archiviato i primi sei mesi con un fatturato di quasi due miliardi di euro (1,974 miliardi per l’esattezza) in aumento del 17,6 per cento rispetto a un anno prima, e utili netti per 71,5 milioni, in crescita del 160,5 per cento. La società ha anche alzato le stime per fine anno indicando per il 2017 vendite in aumento tra il 12 e il 14 per cento (qualche mese fa si aspettava una crescita attorno al 10 per cento).