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Più utili per Armani

Nonostante la flessione del 5 per cento dei ricavi, il gruppo ha archiviato il 2016 con redditività e liquidità in netta crescita.

di Redazione |

La crisi dei consumi e il rallentamento delle vendite in Cina hanno lasciato un segno sui conti del gruppo guidato da Giorgio Armani, che ha chiuso il 2016 con una flessione dei ricavi del 5 per cento a 2,511 miliardi. Lo stilista, che è anche presidente e amministratore delegato della società, ha però saputo riorganizzare il modello di business preservando così la redditività. L'esercizio chiude infatti con un incremento dell’utile netto del 12 per cento a 271 milioni. Ma soprattutto il gruppo ha confermato le basi solide su cui si regge, grazie a una liquidità aumentata del 35 per cento rispetto all’anno precedente e passata da 654 a ben 881 milioni di euro.

Lo stilista ancora una volta ha saputo adattarsi a un settore del lusso in profondo cambiamento che ha dovuto subire anche i contraccolpi del terrorismo e delle tensioni politiche, oltre che adattarsi alle nuove abitudini dei consumatori. Partendo proprio da queste premesse, Armani sta portando avanti un piano di riorganizzazione del portafoglio marchi che prevede una riduzione delle linee da sette a tre: Giorgio Armani (che comprende l’alta moda di Armani Privé e Armani |Casa), Emporio Armani (che assorbirà le linee Armani Collezioni e Armani Jeans) e A|X Armani Exchange (il brand dedicato allo streetwear pensato per il mercato americano ma che si sta espandendo anche in Europa).

Una semplificazione che passa anche dal web: da metà settembre ogni linea avrà infatti account separati e dedicati su Facebook, Instagram e Twitter. L’obiettivo è dare a ciascuna linea maggiore visibilità e avvicinarsi ancora di più ai millennials, ossia i nati dopo il 1980, che stanno avendo una parte sempre più importante negli acquisti di beni di lusso. A loro in particolare punta la linea A|X Armani Exchange che vede la modella Cara Delevingne, il Dj olandese Martin Garrix e il cantante e attore cinese Li Yifeng protagonisti della nuova campagna pubblicitaria per l’autunno-inverno 2017/18: «Tre personaggi diversi e sorprendenti, tutti creativi e liberi nell’esprimersi, che ho voluto fossero conquistati dallo stile Armani», ha dichiarato lo stilista.

83 anni festeggiati lo scorso 11 luglio, Armani continua a guidare in prima persona il suo impero (fondato nel 1975 e secondo in Italia per fatturato solo a Prada), sempre attento a cogliere le novità della moda, un mondo dove si muove dagli anni ’60. Il momento di passare le redini del comando non sembra ancora arrivato anche se il tema della successione resta un probema aperto. L’anno scorso è stata creata una fondazione guidata da un consiglio di amministrazione composto dallo stesso Armani, da Pantaleo Dell’Orco, manager da sempre vicino allo stilista, e da Irving Bellotti, banchiere di Rothschild. Sarà la fondazione a occuparsi della successione, garantendo che non vengano traditi quei valori su cui Armani ha poggiato le fondamenta del suo gruppo: prudenza gestionale con costante reinvestimento degli utili e attenzione quasi maniacale ai dettagli delle collezioni, dalla materia prima fino alla distribuzione.