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Parigi celebra la maison Dior

Una grande mostra per festeggiare i 70 anni del brand. 300 creazioni di alta moda dal 1947 ad oggi. E non solo

di Redazione |

Apre domani a Parigi, al Musée des Arts Decoratifs, la mostra Christian Dior, Designer of Dreams. Visitabile fino al 7 gennaio prossimo, è stata definita il principale evento di moda della stagione. Diciamo subito che è la più grande retrospettiva mai realizzata sul grande couturier francese e anche la prima in Francia negli ultimi 30 anni. L’occasione è importante. Si festeggiano i 70 anni del brand, che proprio in queste ultime stagioni è tornato in vetta grazie anche alla cura rivitalizzante attuata da Raf Simons prima e nell’ultimo anno da Maria Grazia Chiuri che proprio in questi giorni ha presentato a Parigi la sua seconda collezione. 

Sono 300 gli abiti di alta moda esposti.Tante le celebrità, del passato e del presente, che hanno vestito Dior, da Elizabeth Taylor a Jennifer Lawrence, dalla Principessa Grace di Monaco alla pop star Rihanna. Ma la mostra va ben oltre. Non offre solo una cronologia delle principali creazioni della leggendaria casa di moda ma racconta la storia dell’uomo che ha creato la maison, il suo modo di pensare, di amare l’arte, di vivere l'haute couture e di fare cultura. L’obiettivo della mostra è proprio quello di far conoscere la fonte dell’ispirazione che ha guidato Monsieur Dior e gli stilisti che si sono avvicendati dopo di lui.

Ecco allora che la mostra diventa l’occasione per esibire oggetti personali, lettere, foto, documenti, alcuni inediti, che coprono l’intera vita di Christian Dior, dall’infanzia ai primi passi nel mondo dell'arte come gallerista, fino al debutto nella moda. Un debutto che ha rotto in maniera brusca con il passato. Dior pensava che per raggiungere la vera eleganza, era necessario avere il controllo su ogni dettaglio. Detto in altre parole, capiva la complessità delle cose ma amava la semplicità e questo era alla base della sua abilità stilistica, ciò che rendeva uniche le sue creazioni. 

Siamo nei primi anni del dopo guerra, a Parigi. Lì il 12 febbraio 1947, nei saloni al n° 30 di Avenue Montaigne, va in scena la rivoluzione stilistica di Dior. È la sua prima sfilata, fatta con modelle di fortuna perché nessuna professionista voleva lavorare per uno sconosciuto. Ma è anche l’inizio di una leggenda nel mondo della moda. Dior, che all’epoca ha 42 anni, rompe ogni schema. Dice addio alla spalle rigide, che diventano arrotondate. Dice addio agli orli classici che si trasformano in balze svolazzanti di seta e chiffon. Abbandona ogni rigidità che potesse far pensare alle uniformi e al passato. Voleva far riscorpire alle donne la loro femminilità. Ecco allora che le sue creazioni mettono in risalto i fianchi e il petto: le gonne a ruota e i corsetti stretti incantano il pubblico e definiscono una nuova silhouette. 

Nasce così quello che una giornalista di Life ribattezza come New Look. Tra i 95 modelli che sfilano il 12 febbraio 1947, spicca il completo Bar, che diventa ben presto il manifesto della collezione, l’emblema della rottura con il passato e della rivoluzione voluta da Dior. Giacca avorio e gonna nera. Linee essenziali e semplici ma in realtà frutto di un taglio e di un assemblaggio studiato e laborioso. Una ricerca della perfezione che accompagnerà tutti gli stilisti che hanno guidato la maison Dior, ossia Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e – dal 2016 – la prima donna: Maria Grazia Chiuri.