Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Arnault sale al 100% di Dior

Attraverso una complessa operazione finanziaria, il brand entra nel portafoglio LVMH mentre il magnate francese esce definitivamente da Hermès.

di Redazione |

Bernard Arnault stringe il controllo sul suo impero del lusso rilevando il restante 25,7 per cento della holding Christian Dior SE, quotata alla Borsa di Parigi, che ancora non possiede. Il magante francese - che controlla anche il gruppo LVMH (anch’esso quotato alla Borsa di Parigi) - ha infatti lanciato il 25 aprile un'offerta pubblica sulle azioni Christian Dior SE, mettendo sul piatto oltre 12 miliardi.

Nel dettaglio, l’offerta lanciata da Arnault prevede il versamento di una parte cash (172 euro per azione per un totale di 8 miliardi) e di una parte in azioni Hermes (per un totale di 8,9 milioni di azioni Hermes) per ogni azione Dior. Una volta completata questa fase, che porterà al delisting di Christian Dior SE, LVMH acquisirà, investendo altri 6,5 miliardi di euro, il 100 per cento del marchio Christian Dior Couture (oggi di Christian Dior) che confluirà in LVHM, la holding che già possiede Dior Parfums, oltre a una serie di brand che vanno da Bulgari a Loro Piana, da Yves Saint Laurent a Celine, oltre agli champagne e brandy e alle profumerie Sephora.

Questa complessa operazione finanziaria - che Arnault ha definito «una pietra miliare per il gruppo» - conduce a una semplificazione societaria che il mercato auspicava da tempo e che è arrivata del tutto a sorpresa. Allo stesso tempo consente a LVMH di rafforzare la sua divisione Moda & Pelletteria: l’operazione dovrebbe avere un impatto del 2,7 per cento sul risultato netto per azione del gruppo. Altra conseguenza è l’azzeramento della partecipazione dell’8 per cento in Hermès, frutto di un passato tentativo di scalata da parte di Arnault.

Fondata esattamente 70 anni fa, la maison francese ha ritrovato un nuovo slancio negli ultimi anni. Da luglio alla guida creativa del gruppo c’è Maria Grazia Chiuri, proveniente da Valentino, prima donna a ricoprire questa posizione, ma non prima italiana dal momento che prima di lei l’incarico era stato ricoperto da Gianfranco Ferré.