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Furla si rafforza in Australia

In attesa della quotazione, nel 2018, il gruppo bolognese spinge sull'internazionalizzazione. 

di Redazione |

Furla si rafforza in Australia, dove ha aperto la prima boutique nel dicembre 2013 presso il Westfield Sydney. Oggi il brand è presente con 15 negozi di grande prestigio ed importanti dimensioni nelle principali città quali Melbourne, Sydney, Brisbane e Gold Coast a cui si aggiunge la distribuzione online. Ma entro la fine del 2017, la rete si amplierà a 20 negozi grazie ad altre 5 aperture già programmate.  

Con l’obiettivo di consolidare la presenza nel paese – che quest’anno dovrebbe contribuire con una quota del 5 per cento al fatturato globale del gruppo – Furla ha rilevato il 100 per cento della rete distributiva dal partner Luxury Retail Group (LRG) prendendo così il diretto controllo della gestione della distribuzione australiana. «Crediamo che i tempi per la riacquisizione e la gestione diretta della propria rete distributiva siano maturi per Furla» ha dichiarato Nelson Mair, amministratore delegato di LRG (che resterà, insieme all’altro a.d., Theo Poulakis, nel cda della nuova Furla Australia). «Dopo aver registrato una crescita del +95 per cento nel 2016, questa integrazione verticale di Furla Australia – ha aggiunto – consentirà al Brand di essere pronto ad affrontare la nuova fase di crescita».  

«Il nostro obiettivo è di rafforzare ulteriormente  la rete distributiva in questo mercato forti  del successo della strategia retail di Furla e dei feedback molto positivi ricevuti dai clienti australiani» ha dichiarato Alberto Camerlengo, Amministratore Delegato del Gruppo Furla, che da qualche settimana ha preso il posto di Eraldo Poletto, passato a guidare Salvatore Ferragamo.  

Furla è presente in modo diretto in 100 paesi con 444 boutique monomarca, suddivise equamente fra negozi di proprietà e franchising. l'Azienda è presente in oltre 1.200 punti vendita in tutto il mondo, tra negozi multi marca e department store. Il gruppo bolognese realizza l’80 per cento del fatturato fiori dall’Italia, che nel 2016 è ammontato a 422 milioni di euro (+24,5 per cento a cambi correnti). Una crescita a doppia cifra confermata anche nei primi tre mesi dell’anno.

Insieme a Valentino, Versace, Roberto Cavalli, Furla è uno dei gruppi del made in Italy che sta scaldando i motori per l’approdo in Borsa grazie all’ingresso nel capitale di Tamburi investments partners come partner finanziario. Senza fretta, però, come ha ricordato in un’intervista al Corriere della Sera il nuovo amministratore delegato Alberto Camerlengo: «quando il mercato sarà interessante e gli azionisti lo riterranno opportuno, annunceremo la quotazione». L’ipotesi più probabile è che il debutto slitti al 2018.