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Moncler investe sulla crescita

Dopo un 2016 eccezionale (+18 per cento i ricavi), il gruppo punta a rafforzare la struttura aziendale. 

di Redazione |

 Nella foto, Moncler Gamme Rouge Spring/Summer 2017

Nessuna acquisizione in vista ma investimenti per rafforzare la struttura aziendale e il retail, con ben 14 aperture previste per il 2017, in un esercizio che è partito bene al termine di un anno, il 2016, che è stato molto positivo, in cui i ricavi hanno superato per la prima volta quota 1 miliardo. Continua la scalata di Moncler, la cui assemblea ha approvato il bilancio 2016 e la distribuzione di un dividendo unitario lordo di 0,18 euro per azione ordinaria (stacco cedola il 22 maggio, in pagamento il 24 maggio), oltre all’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie.

Quest’anno gli investimenti, ha spiegato il numero uno del gruppo, Remo Ruffini, saranno in linea con l’anno scorso: «siamo passati a una posizione finanziaria netta positiva grazie a una buona generazione di cassa che useremo per investire nella nostra struttura aziendale. Siamo un'azienda che ha 12-13 anni, solo da otto è nel retail, dobbiamo investire in infrastrutture, nel digitale, nella rete di negozi. Stiamo cercando di creare un'azienda solida con una visione di lungo periodo», ha precisato.

In particolare il gruppo intende intensificare la presenza sul web. Moncler ricava dall’e-commerce circa il 7 per cento del fatturato, di cui il 3-3,5 per cento da Moncler.com e il resto dai canali wholesale. L’obiettivo è migliorare questi dati, senza però trascurare la rete retail di negozi fisici. Delle 14 aperture in programma quest’anno, due stanno particolarmente a cuore al numero uno di Moncler: Canton road a Hong Kong, «la via del lusso nel mondo per antonomasia a livello di ricavi», e via Monte Napoleone a Milano, dove il monomarca diventerà un vero flagship con cinque vetrine e tre piani, «una casa Moncler nel cuore della città».

I dati del primo trimestre saranno diffusi il 4 maggio ma il presidente di Moncler ha sottolineato che «i mercati stanno andando bene. Si sta ricreando una buona clientela in Europa, Turchia a parte, dopo che negli anni scorsi i clienti erano un po' spariti a causa di tutti i fatti macroeconomici e macro politici. La Cina sta riprendendo, mentre c'è ancora un po' di difficoltà negli Usa, dove i department store stanno vivendo una fase di crisi e con questo dollaro non ci sono molti turisti». Ruffini tuttavia non si è azzardato a fare previsioni sul nuovo fiscal year, vista l'instabilità generale e considerando il fatto che per il marchio la maggior parte dei ricavi si concentra da settembre in poi, soprattutto nel quarto trimestre.

Tornando al 2016, è stato «un anno importante», ha sottolineato il Cco (chief corporate officer) Luciano Santel nel corso dell'assemblea, ricordando che nello scorso esercizio è stato superato il miliardo di ricavi mentre nel 2003, quando la società fu acquisita da Remo Ruffini, fatturava «alcune decine di milioni». A livello consolidato, il gruppo ha chiuso lo scorso esercizio con ricavi pari a 1.040,3 milioni, in crescita del 18 per cento rispetto agli 880,4 milioni del 2015, e un utile di gruppo pari a 196,0 milioni, in crescita del 17 per cento rispetto ai 167,9 milioni dell’esercizio 2015.