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I 70 anni di Dior

Dal New Look alle magliette con le scritte femministe di Maria Grazia Chiuri: libri e temporary shop per festeggiare la celebre maison francese. 

di Redazione |

Dal New Look con cui monsieur Christian Dior ha esaltato per la prima volta la femminilità delle donne nel lontano 1947, alle magliette con le scritte femministe volute da Maria Grazia Chiuri, la prima stilista donna alla guida della maison francese, dove è approdata l’anno scorso dopo aver lasciato ValentinoUna storia lunga 70 anni tutta da raccontare e affidata a ben sette libri, uno per ogni stilista che ha guidato l’iconica griffe (pubblicati tra il 2017 e il 2018): dal fondatore, monsieur Christian Dior a un giovanissimo Yves Saint Laurent, passando per Marc Bohan fino a Gianfranco Ferré (primo italiano alla guida di una casa di moda francese) e quindi John Galliano e il belga Raf Simons per concludere, appunto, con Maria Grazia Chiuri.  

L'ESORDIO - Era il 12 febbraio 1947 quando, al numero 30 di avenue Montaigne, a Parigi, l’esordiente couturier Christian Dior tiene la sua prima sfilata. Deve affidarsi a modelle di fortuna, non essendo riuscito a trovare vere professioniste disposte a indossare gli abiti di uno sconosciuto. Fu un successo totale. Il giorno successivo la stampa francese lo acclama come nuovo “mito” della moda. Ma la consacrazione arriva da una cronista di Life, che ribattezza il lavoro di Dior con la definizione di New Look, espressione quanto mai appropriata visto che quegli abiti erano destinati a cambiare per sempre la storia del costume restituendo femminilità alle donne attraverso una nuova silhouette, il cui emblema resta il famoso tailleur Bar confezionato qualche anno più tardi. Una carriera fulminea quella di monsieur Christian Dior, durata appena dieci anni: nel 1957 scompare prematuramente durante una vacanza a Montecatini Terme, non prima però di essersi guadagnato la copertina di Time e di aver fatto della sua maison un gruppo solido e conosciuto in tutto il mondo.

ARRIVA MARIA GRAZIA CHIURI - Dior infatti continua a vivere. Diversi stilisti si sono succeduti e hanno proseguito il lavoro iniziato dal suo fondatore. Ora l’eredità è passata nelle mani di Maria Grazia Chiuri: una rivoluzione per il brand. Non solo perché è la prima creativa donna ma perché con le sue collezioni sembra voler parlare direttamente al pubblico femminile. Ed è stata molto abile a riportare in vita alcune icone Dior che stanno riscuotendo un enorme successo di pubblico. 

MAGLIETTE PER I DIRITTI DELLE DONNE - Non solo. In una fase in cui i diritti delle donne sembrano essere messi in discussione, ha fatto centro con le magliette che riportano la scritta We should all be feminist tratta da un saggio della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. Le magliette hanno conquistato le celebrities - da Rihanna a Natalie Portman, da Chiara Ferragni a Jennifer Lawrence - e sono diventate uno dei capi più desiderati di questa primavera oltre che un simbolo del nuovo girl power. Sono anche legate a un’iniziativa charity: una parte del ricavato andrà alla Clara Lionel Foundation, l’associazione benefica fondata nel 2012 da Rihanna in memoria dei suoi nonni, Clara e Lionel. E sono anche state imitate da altri stilisti. 

WOMEN BEHIND THE LENS - “La collezione Dior cerca di rispondere alle esigenze delle donne contemporanee andando oltre gli stereotipi classici: maschile-femminile, giovane-vecchio”, ha sottolineato la stilista puntando su una nuova campagna pubblicitaria scattata dalla celebre fotografa francese Brigitte Lacombe e che vede protagoniste degli scatti le due modelle gemelle Ruth e May Bell (nella foto): ognuna con la propria diversità, incarnano entrambe la nuova femminilità Dior, un mix tra sensualità e forza. Ma si tratta solo del primo capitolo di un progetto più ampio, denominato Women behind the lens, attraverso cui Dior ha chiesto a un team di fotografe di ritrarre altre donne in nome dell'affermazione di una nuova femminilità. 

NUOVE INIZIATIVE - Per celebrare l’importante compleanno, Dior ha anche in programma l’apertura di alcune temporary location. La prima è stata inaugurata a fine febbraio a Los Angeles, in Rodeo Drive, seguita da quella di Parigi, al 44 di avenue Montaigne. Ma nelle prossime settimane sono previsti altri eventi che coinvolgeranno Saks Fifth Avenue a New York, Colette a Parigi, The Webster a Miami, Maxfiled a Los Angeles, Antonia a Milano, The Corner a Berlino, Isetan a Tokyo, Hankyu a Osaka, Shinsegae a Seul, oltre che i mall Ifc a Shanghai, Skp a Pechino, Ion a Singapore e Level Shoes a Dubai. Previste anche collaborazioni con artisti come il britannico Tracey Emin, chiamato per il pop-up store di Parigi o la newyorkese Marypol.