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Le virtù della moda italiana

Un settore in piena salute, con pochi debiti e tanta liquidità, che assume e cresce più della grande manifattura.

di Redazione |

La moda italiana resta uno dei settori più dinamici della nostra economia nonché uno dei più solidi e redditizi, come emerge dalla fotografia scattata da R&S, l'ufficio studi di Mediobanca, in un rapporto diffuso in occasione della settimana della moda milanese.

Nel 2015 il fatturato delle Aziende Moda Italia - che comprende 140 aziende del settore moda operanti in Italia con un fatturato superiore ai 100 milioni - è cresciuto a un tasso del 9,4 per cento, velocità doppia rispetto alla grande manifattura (+4,8 per cento), toccando quota 62,6 miliardi, una cifra pari al 4 per cento del Pil.

Considerando il periodo 2011-2015, il fatturato del settore è aumentato del 28,4 per cento grazie anche al traino dell’export, che ha segnato un balzo del 45,6 per cento arrivando a sfiorare il 60 per dei ricavi totali. Nello stesso periodo il settore ha creato 57mila nuovi posti di lavoro (+21,2 per cento) per un totale di 327mila addetti nel 2015.

Ottima performance anche per le firme della Top15Moda, ossia i big del settore, che hanno generato nel 2015 un giro d’affari di 30,3 miliardi (pari al 2 per cento del Pil), in aumento dell’8,9 per cento con una performance ancora più brillante per quanto riguarda export e creazione di nuovi posti di lavoro. Luxottica si è confermata di gran lunga il gruppo con il fatturato maggiore, pari a 8,837 miliardi, davanti a Prada (3,548 miliardi), Armani (2,650 miliardi) e Calzedonia (2,018 miliardi) mentre le altre aziende restano sotto i 2 miliardi.

Anche in riferimento alla redditività operativa, il quadro resta positivo: sebbene in leggera contrazione sia per le Aziende Moda Italia (Ebit margin del 9 per cento rispetto al 10,1 per cento del 2011) sia per le Top15 (Ebit margin del 12 per cento rispetto al 13,7 per cento del 2011), il comparto batte la grande manifattura italiana (Ebit margin del 4,2 per cento nel 2015).  

Il settore si distingue anche per solidità finanziaria. Le Aziende Moda Italia appaiono infatti molto più capitalizzate, con debiti finanziari pari al 31,8 per cento dei mezzi propri e addirittura del 21,7 per cento per le Top15Moda. Altro fattore di diversità è l’abbondanza delle disponibilità liquide, superiori al debito oneroso per le Top15Moda (114,9 per cento), rispetto ad un’incidenza del 76,3 per cento per le Aziende Moda e del 54,8 per cento per la grande manifattura.

Delle 140 aziende considerate da Mediobanca, solo 91 sono controllate da gruppi italiani. Le altre 49 fanno capo a gruppi esteri e tra queste ultime ben 18 sono controllate da società francesi. Rispetto ai cugini francesi, le nostre aziende crescono con pari velocità, ma sono finanziariamente più solide e più liquide, anche se meno redditizie e di dimensioni più contenute. Il giro d’affari delle Top15Moda Francia è infatti il doppio di quello delle Top15Moda Italia, ma risulta molto più concentrato a causa della presenza di due colossi come LVMH e Kering che controllano molteplici marchi: in Italia sono 13 le società della moda con ricavi superiori al miliardo, in Francia si fermano a sei.