Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

I cinesi sono tornati

Hanno ripreso a acquistare beni di lusso. Soprattutto online.

di Redazione |

Affamata di abiti e accessori firmati, per circa un decennio la ricca classe media cinese è stata il target più rilevante per le grandi maison del lusso. Al fine di soddisfare una domanda che sembrava insaziabile, si sono spinte in Cina avviando una proficua stagione di nuove aperture, in un mercato in perenne espansione.  

 

Complice la frenata dell'economia e una campagna anti-corruzione, due anni fa la bolla del lusso è scoppiata. I cinesi hanno iniziato a compare di meno spingendo i brand verso una spirale di chiusure e/o riorganizzazione delle maestose boutique inaugurate qualche anno prima. Oppure ad frettoloso cambio di rotta annullando le inaugurazioni dei punti vendita già programmati nel tentativo di coprire il vasto paese del Dragone. Non si è sottratta nemmeno Zara, che ha da poco ufficializzato che non aprirà altri punti vendita in Cina spingendo l'acceleratore sul digitale.

 

Ora il peggio sembra essere passato. Lo testimoniano i bilanci 2016 dei gruppi del lusso, che hanno riportato tutti una crescita sostenuta delle vendite in Cina, specie nella parte finale dell’anno. Non si vede più l’abbuffata degli anni passati, ma l’appetito per il lusso dei cinesi sembra essere ritornato dando una seconda chance alle maison occidentali, che questa volta non devono rifare gli stessi errori del passato.

 

Ci sono vari motivi che spiegano questo ritorno allo shopping da parte dei cinesi. L’aumento dei prezzi degli immobili ha creato maggiore ricchezza mentre la riduzione del differenziale tra i prezzi sul mercato domestico e quelli internazionali di uno stesso articolo sta invogliando all’acquisto. E non solo di abiti e accessori ma anche di auto di lusso, oggetti d’arte, cibo d’importazione, jet privati, alcolici di marca, arredi di design, vacanze in hotel cinque stelle, ecc.. Insomma, un consumatore più consapevole e maturo.

In un recente studio sul mercato mondiale del lusso, gli esperti di Bain & Company hanno sottolineato la presenza in Cina di “una vasta classe media in crescita e con una sempre maggiore disponibilità di denaro da destinare all’acquisto di beni di lusso”. Una fetta di società che già oggi rappresenta il 30 per cento della spesa globale dei beni di lusso.

 

La Cina resta quindi un mercato da continuare a presidiare per i gruppi del lusso, ma in maniera diversa rispetto al passato. Questa volta serve una strategia di marketing digitale capace di coinvolgere la clientela cinese assecondando le abitudini di shopping online. Ma, come è noto, i gruppi del lusso sono stati lenti a muoversi a livello di eCommerce e oggi le vendite di lusso online rappresentano una parte molto marginale. Eppure, secondo eMarketer, entro il 2020 il grosso del commercio digitale arriverà dalla Cina, un mercato che quest’anno dovrebbero raggiungere vendite per 900 miliardi di dollari, circa il 47 per cento delle vendite online mondiali.