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Yoox-Net-a-Porter prende velocità

Quasi completata l'integrazione: "avremo una Ferrari", afferma Marchetti al Telegraph.  

di Redazione |

Una lunga intervista rilasciata al Telegraph per annunciare che l’integrazione tra Yoox e Net-a-Porter sta per vedere la luce e «alla fine avremo una nuova macchina, avremo una Ferrari». Federico Marchetti (nella foto) non fa mistero dei piani audaci del nuovo gruppo che ha plasmato in questi anni di duro lavoro. A quasi due anni dall'annuncio dell’accordo da 1,3 miliardi di sterline, l’integrazione con il retailer britannico è in dirittura d’arrivo: la scorsa settimana, riporta il Telegrap, Marchetti e una quarantina di suoi collaboratori si sono rifugiati a Pennyhill Park, sontuoso hotel del XIX secolo nel Surrey, nel sudest dell’Inghilterra, per mettere a punto un’ambizioso piano di crescita.

In passato Marchetti aveva paragonato la rivalità tra i due gruppi a qualcosa di simile a quella tra Coca-Cola e Pepsi, ma oggi è ormai tutto superato e Yoox-Net-a-Porter è un’unica entità, un sogno realizzato che l’imprenditore si trascinava fin dal 2009, proprio l’anno in cui decise di quotare in Borsa Yoox, unica società approdata a piazza Affari nel mezzo della più dura crisi economica dal dopo guerra. «Non sono un imprenditore seriale. Non compro-e-vendo o costruisco-e-vendo come accade nella Silicon Valley. Io ho costruito qualcosa per durare nel tempo e vedo me stesso solo a capo di Yoox», afferma nell'intervista Marchetti.

Dopo aver fondato Yoox nel 2000, oggi Marchetti è orgogliosamente alla guida del maggiore retailer online nel luxury fashion, un gruppo attivo in 180 paesi del mondo attraverso 4 multibrand online store (Net-a-Porter, Mr Porter, Yoox, The Outnet) e che gestisce anche gli online flagship store di una quarantina di brand del lusso, tra cui Valentino, Alexander McQueen e Gucci. Un gruppo presente in 180 paesi, con 2,5 milioni di clienti attivi e che ha ormai superato i 2,2 miliardi di euro di valore. Un gigante che non teme rivali: «Siamo così grandi che non è un problema: la concorrenza sta facendo 200 milioni di euro di fatturato, noi ne facciamo 2 miliardi» afferma con riferimento a Farfetch e MatchesFashion.com. Nessun timore nemmeno per il massiccio ingresso di Amazon nel mondo nella moda: il gruppo di Jeff Bezos è focalizzato «sull'abbigliamento, non sul lusso», precisa l'imprenditore. 

In base ai risultati preliminari, Yoox-Net-a-Porter ha chiuso il 2016 con ricavi pari a 1,87 miliardi di euro, in aumento del 12,4 per cento rispetto agli 1,67 miliardi dell’anno precedente (a parità di tassi di cambio il giro d’affari sarebbe cresciuto del 16 per cento), di cui il 93 per cento realizzato fuori dai confini italiani. Solo nel quarto trimestre il fatturato ha raggiunto 538,2 milioni di euro, con un aumento dell’11,4 per cento (+15,7 per cento a parità di tassi di cambio).  

«Abbiamo affrontato la Brexit, Trump e il referendum in Italia e ogni volta abbiamo avuto un effetto shock ma poi dopo una settimana, dieci giorni, le vendite tornavano dove erano prima», sottolinea Marchetti interpretando questo trend coma la conferma che «la nostra clientela di lusso tende ad essere immune da questo tipo di eventi». Non a caso Yoox-Net-a-Porter punta agli EIPs – extremely important people, spingendo per esempio la sua penetrazione nel Medio Oriente dove lo scorso aprile ha siglato una joint-venture con il tycoon Mohamed Alabbar, considerato uno dei fautori dello straordinario sviluppo economico di Dubai e a capo di un gruppo che controlla centri commerciali e business retail, il quale è entrato nel capitale di Yoox-Net-a-Porter grazie a un aumento di capitale riservato da 100 milioni di euro.