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Gucci spinge sui massimi Kering

Il gruppo francese del lusso chiude il 2016 con conti record. 

di Redazione |

Dopo i conti record di LVMH, numero uno mondiale del lusso, anche Kering annuncia di aver archiviato il 2016 con numeri mai raggiunti prima, mettendo a segno la crescita più forte dal 2012 con vendite aumentate su tutti i mercati con incrementi a due cifre  

in Europa occidentale e nell’area Asia-Pacifico (ad eccezione del Giappone) a dispetto di una quadro economico e politico non particolarmente brillante e favorevole al settore.

In particolare, trainato soprattutto dalla sorprendente performance del brand Gucci, il polo francese ha visto i ricavi consolidati volare a 12,39 miliardi con un aumento del 6,9 per cento a cambi correnti e dell’8,1 per cento a cambi costanti a fronte di un’accelerazione delle vendite nel secondo semestre (+10,5 per cento a cambi costanti). In miglioramento anche la redditività con l’utile operativo salito del 14,5 per cento a oltre 1,88 miliardi e l’Ebitda salito del 12,7 per cento a 2,3 miliardi (l’incidenza sui ricavi è pari al 18,7 per cento).

«In un settore in profonda trasformazione, la nostra lungimiranza e la qualità di esecuzione della nostra strategia ci ha permesso di performare meglio rispetto ai nostri competitor realizzando risultati eccezionali sia sul fronte operativo sia su quello finanziario. Nel 2017, in un contesto macroeconomico e geopolitico incerto ci continueremo a concentrare sulla crescita organica dei nostri brand e sulla creazione di valore», ha commentato Francois-Henri Pinault, presidente e Ceo di Kering.

A dare la spinta decisiva ai conti è stato il marchio Gucci, in gran spolvero dopo la cura della coppia Michele-Bizzarri, rispettivamente direttore creativo e amministratore delegato, che ha saputo imprimere una svolta decisiva al brand. Dopo il sorprendente aumento dei ricavi del quarto trimestre, saliti del 21,4 per cento a cambi costanti, Gucci ha chiuso il 2016 con un fatturato in crescita del 12,7 per cento a cambi costanti arrivato a 4,37 miliardi generando oltre la metà dei ricavi della divisione luxury di Kering, saliti l’anno scorso a 8,47 miliardi in aumento (+7,7 per cento a cambi correnti e +7,8 per cento a cambi costanti). Buone anche le performance di Saint Laurent (+25,5 per cento i ricavi a cambi costanti), mentre Bottega Veneta ha chiuso un altro esercizio in flessione (-8,7 per cento). Anno in crescita anche per la divisione Sport&Lifestyle (+5,5 per cento a cambi costanti e +9 per cento a cambi correnti) grazie alla buona perfomance di Puma (+10,4 per cento i ricavi).