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Luxottica guarda lontano

E' l'unica italiana tra le 100 società più innovative al mondo individuate da Forbes. Merito anche degli accordi con Intel e Google per realizzare gli occhiali "intelligenti". 

di Daniela Braidi |

Tra le 100 società più innovative del mondo individuate da Forbes, una sola è italiana: Luxottica. Occupa la posizione 65 in un elenco dominato da gruppi americani (circa una cinquantina).

Luxottica rientra a pieno titolo in questa classifica. E’ un gigante dell’eyewear presente in 130 paesi con oltre 7 mila punti vendita e un fatturato in costante crescita che l’anno scorso ha raggiunto i 7,6 miliardi e che quest’anno dovrebbe arrivare, secondo le stime degli analisti, a 9 miliardi di euro (il primo semestre è stato archiviato con ricavi per quasi 4,7 miliardi, in aumento del 19,6 per cento rispetto all’analogo periodo 2014).

Con 2000 nuovi modelli di occhiali lanciati ogni anno, l’azienda veneta non ha mai avuto esitazioni nello sperimentare nuovi materiali, nuovi processi produttivi e si è perfino fatta promotrice di forme di welfare all’avanguardia per i dipendenti.

Nella produzione, ha introdotto l’utilizzo di materiali impiegati in campo spaziale creando montature sempre più leggere mentre nei suoi stabilimenti sta realizzando le prime montature fatte attraverso la stampa tridimensionale. Nel frattempo ha messo in commercio Ray-Bans confezionati con denim, cuoio, legno e velluto ma anche occhiali in ebano per Prada. Ogni sua montatura diventa un pezzo unico.

Ma il gruppo guarda ben oltre. L’innovazione va al di là della forma o del design. Attraverso la controllata americana Oakley, Luxottica sta collaborando con Intel, il colosso mondiale dei microprocessori, per realizzare una linea di occhiali “intelligenti” che dovrebbero entrare in produzione entro il prossimo anno e che rientrano nell’ambito della cosiddetta wearable technology, ossia la tecnologia da indossare. L’obiettivo è creare un nuovo segmento di mercato di fascia alta attraverso occhiali dotati di un microprocessore miniaturizzato integrato e “con lo sviluppo di montature intelligenti e funzionali, oltre che belle. Prodotti che i consumatori ameranno indossare”, come ha spiegato a suo tempo il Ceo di Luxottica, Massimo Vian. Sempre rimanendo sul fronte della wearable technology, c’è poi l’accordo che Luxottica ha stretto con Google per la realizzazione di una nuova versione di Google Glass dopo che il primo modello, uscito per pochi mesi solo negli Stati Uniti, non ha dato i risultati sperati.

Un nuovo mondo è alle porte, in cui forse basterà sfiorare la stanghetta degli occhiali per navigare su internet, scattare una foto o inviare ordini vocali e in cui si prospettano nuovi e ambiziosi utilizzi, a partire da quelli in campo medico. E Luxottica, il gigante globale con sede ad Agordo, si presenta come uno dei protagonisti di questa nuova rivoluzione. Non resta che aspettare.

Intanto il gruppo studia nuove forme di welfare aziendale per i suoi dipendenti cavalcando la proposta del ministro del Lavoro Giuliano Poletti di una cosiddetta staffetta generazionale, ossia la possibilità di uno scambio di lavoro part time tra chi ha ancora pochi anni di lavoro e i giovani in cerca di occupazione. L’azienda fondata da Leonardo Del Vecchio nel 1961 ha fatto un passo in più, proponendo ai suoi dipendenti di estendere la staffetta in questione a un parente a loro scelta. In pratica, un padre che si trova a tre anni dalla pensione, potrebbe accettare un contratto part time con contribuzione piena in cambio dell’assunzione a tempo indeterminato del figlio. Insomma, un’azienda che si conferma attenta e generosa verso i dipendenti, a cui qualche mese fa, in occasione dell’ottantesimo compleanno di Leonardo del Vecchio, ha regalato 140 milioni di azioni proprie per un valore di circa 9 milioni di euro: un riconoscimento tangibile a chi contribuisce ogni giorno al successo del gruppo.

Per quanto riguarda la classifica delle società più innovative del mondo, il podio è tutto americano e vede all’apice Tesla Motors, la società automobilistica creata dal visionario imprenditore Elon Musk. Seguono la società di software Salesforce.com e il gruppo di biotecnologie Alexion Pharma.  Tra le società di moda sono presenti in classifica anche l’americana Under Armour (al nono posto), la francese Hermès (22esima posizione), oltre alle catene di abbigliamento Inditex (80esima) e H&M (86esima).