Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Corre il lusso made in Italy

Nei primi sei mesi dell'anno il fatturato delle 15 società di moda quotate in Borsa è aumentato del 13,2 per cento. Moncler e Italia Independent i best performer con incrementi del giro d'affari del 35 per cento.

di Daniela Braidi |



(In alto: un modello di Prada, sotto: due modelli di Versace)

Con un incremento del fatturato del 13,2 per cento nei primi sei mesi dell’anno e un’incidenza dell’utile operativo lordo sui ricavi stabile al 19,8 per cento, le 15 società della moda quotate a piazza Affari guardano con ottimismo al 2015. I dati sono stati raccolti da uno studio condotto da Pambianco e pubblicato su Il Sole 24 Ore.

Luxottica, Prada, Ferragamo, Safilo, Ovs, Tod’s, Geox, Moncler, Basicnet (Kway, Superga, Robe di Kappa), Brunello Cucinelli, Aeffe (Alberta Ferretti, Philosophy Pollini, Moschino), Stefanel, Csp (Oroblu, Cagi), Italia Independent, Caleffi sono i gruppi presi in esame nello studio (non sono stati inclusi Damiani e Piquadro in quando hanno date diverse di chiusura del bilancio). Nel complesso le 15 società considerate hanno realizzato un giro d’affari di 10,506 miliardi contro i 9,282 miliardi del primo semestre 2014. Buona anche la redditività con un utile operativo lordo salito del 13 per cento da 1,842 a 2,094 miliardi, lasciando invariata l’incidenza sui ricavi al 19,8 per cento (era del 19,9 per cento nel primo semestre 2014).

A livello di fatturato, Moncler ha fatto la parte del leone con una crescita del 35,5 per cento, tallonata da Italia Independent con un +34,7 per cento. Seguono Luxottica (+19,6 per cento) e Basicnet (+17,7 per cento). Contrazioni del fatturato hanno interessato solo tre gruppi: Caleffi (-8,6 per cento), Csp (-7,5 per cento) e Stefanel (-1,7 per cento).

Nonostante la crescita a doppia cifra dei ricavi e la tenuta dei margini reddituali, le società italiane della moda non hanno tenuto il passo con quelle europee, che nei primi sei mesi dell’anno hanno visto il fatturato salire del 17,5 per cento, da 49,18 a 57,77 miliardi.

Il campione europeo esaminato da Pambianco include Lvmh, Inditex, H&M, Adidas, Kering, Swatch, Hermès, Hugo Boss, Pandora, Jimmy Choo: in pratica i big mondiali del lusso. A parte Swatch (+2,2 per cento) e Jimmy Choo (+5,5 per cento), gli altri gruppi hanno registrato tutti incrementi a doppia cifra dei ricavi: dal +39, 1 per cento di Pandora al +23,1 di H&M e al +16,5 per cento di Inditex; dal +20,6 di Hermès al +19,3 di Lvmh e al +17 per cento di Kering.

In crescita anche l’utile operativo lordo dei big europei della moda, passato da 9,428 a 10,778 miliardi, ma con un’incidenza sui ricavi scesa al 19,4 per cento rispetto al 19,9 per cento del primo semestre 2014.