Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

I Protagonisti

La magnifica follia di Jeff

E' l'uomo più ricco del mondo, e vuole mandarci su Marte.

di Giuseppe Turani |

Jeff Bezos è semplicemente l’uomo più ricco del mondo. Lo è diventato l’estate scorsa e si prevede che rimarrà in testa alla classifica per molti anni. Ha superato Bill Gates, anche se solo di qualche miliardo di dollari. Il suo patrimonio pare che ammonti, oggi, a 105 miliardi di dollari.

A differenza di Gates, che è nato e ha continuato a muoversi nel regno dell’informatica, Bezos fa un po’ di tutto: va anche nello spazio.

E’ un ragazzo adottato. Sua madre lo ha avuto a 17 anni da un tale con cui è rimasta sposata solo un anno. Poi ha incontrato il signor Bezos, un esule cubano, che ha adottato il figlio.

Jeff, dicono i biografi, mostra sin da piccolo una certa tendenza per la tecnologia. Monta da solo, in casa, un sistema di allarme per tenere i fratelli lontano dalla sua stanza. Ma smonta anche la sua culla pezzo per pezzo perché ormai ritiene di essere grande e vuole dormire in un letto vero, da giovanotto.

Se Steve Jobs lascia l’università perché si annoia, Bezos arriva invece fino in  fondo e si laurea a Princeton in ingegneria informatica.  Fa vari lavori nel mondo della finanza e raggiunge anche una buona posizione. Nell’ultimo posto fanno di tutto per trattenertelo, ma lui è convinto che è ora di fondare una sua società. Si porta via però un’impiegata e la sposa, e con la quale è ancora sposato oggi, dopo quattro figli. Prima aveva preso anche lezioni di ballo, convinto che la cosa servisse a aumentare il “flusso di donne”. Poi ha smesso.

Dal Texas, con la moglie, è andato in macchina fino a Seattle, sede della sua nuova società di vendite on line. Ha fatto un lungo elenco delle cose che poteva no essere le più vendute e alla fine ha scelto i libri.

Ha cominciato, come tanti futuri miliardari americani, in un garage. Ma il suo era proprio povero: non aveva nemmeno il riscaldamento, ma solo un a stufa a legna di ghisa. E c’era un campanella che suonava all’ingresso di ogni cliente. Dopo qualche giorno l’hanno tolta per non diventare matti.

Bezos ha un cattivo carattere, è un uomo duro. Si dice che abbia addirittura assunto un esperto per migliorarsi, ma senza grani successi. E’ iperconcentrato sul suo lavoro. Nel viaggio dal Texas a Seattle, mentre la moglie guidava, lui faceva preventivi su preventivi per la nuova attività. Ha avuto poi un successo straordinario e dai libri è passato a tutto il resto. Oggi Amazon (dal Rio delle Amazzoni) è un immenso supermercato on line dove si può trovare di tutto. Anche dei falsi, si sussurra.

Nessuno batte Bezos nel vendere e soprattutto nel consegnare la merce. Di recente, ad esempio, è entrato anche nel settore della moda, con una sua collezione (che dicono orrenda): offre però una cosa speciale, e cioè  la consegna entro due ore (ovunque la signora abiti nel mondo) dell’abito scelto. Ormai ha aperto filiali in tutto il mondo e è diventato imbattibile.

Da tempo sta studiando (ma qui siamo un po’ vicini alla follia) la consegna della  merce attraverso droni, che dovrebbero atterrare (dove c’è) sul balcone del cliente.

Però ha fondato anche “Blue origin”, società che dovrebbe costruire razzi per portare noi e le merci nello spazio. Ha idee grandiose. Vorrebbe costruire nello spazio hotel e parchi di divertimento, più delle piccole città da due-tre mila abitanti.

Questa specie di follia nasce dal fatto che è sempre stato n ammiratore della serie tv “Star Trek”, nella quale è riuscito anche a avere una parte in un episodio. Dice che i primi voli spaziali commerciali inizieranno l’anno prossimo. Ha comprato molti terreni nel Texas e ha costruito una sua base di lancio. E’ un po’ matto, come si vede, ma guadagna tanti soldi con le sue vendute on line, che si può permettere tutti questi costosi giocattoli.

Nella categoria divertimenti va messo anche l’acquisto del Washington Post, uno dei giornali di maggior prestigio degli Stati Uniti (è quello del Watergate) che però non andava bene. Lui lo ha rimesso a posto e giura che diventerà un business.

Sul lavoro è un uomo che non fa sconti, ma ha i suoi risvolti umani. Un paio di anni fa è volato con il suo jet privato in Germania per riportare a casa un giornalista del Washington Post che era stato arrestato e poi liberato dagli iraniani. Tempo fa ha donato 42 milioni di dollari, e un po’ delle sue terre, per costruire un orologio sotterraneo che dovrebbe funzionare per i prossimi dieci mila anni.

Ma Bezos lo si ritrova anche in cose più serie. Anni fa, ad esempio, ha donato 2,5 milioni di dollari per la campagna dello  Stato di Washington a favore dei matrimoni fra membri dello stesso sesso (lui che andava a lezioni di ballo per rimorchiare ragazze).

E, soprattutto, nella campagna elettorale del 2016 è stato un deciso avversario di Donald Trump.

Quando c’è stata la crisi delle società nate su Internet, la sua è stata ribattezzata “Amazon bomb”, e tutti si aspettavano un crack di dimensioni planetarie. Invece è ancora lì, più ricco e più forte di prima.

Pensa ai voli spaziali e intanto, on line, vende anche cibo, oltre ai libri, ai vestiti e a qualsiasi altra cosa vi venga in mente.

(Da QN del 19 febbraio 2018)