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Personaggi/Dorothy Dandridge

Doveva vincere l'Oscar nel 1955, ma era nera. Mezzo secolo dopo, Halle Berry vince l'Oscar e lo dedica a lei.

di Giuseppe Turani |


(Nella prima foto: Dorothy Dandridge, poi Halle Berry che interpreta Dorothy, e altre immagini di Dorothy)

Doveva vincere l'Oscar nel 1955, ma era nera. Mezzo secolo dopo, Halle Berry vince l'Oscar e lo dedica a lei.

di Giuseppe Turani

E’ stata l’attrice di un solo film, Carmen Jones. Questa pellicola è stata l’inizio della sua straordinaria fortuna, ma anche l’inizio della sua rovina. La sua vita si è conclusa a 42 anni.

Dorothy Dandridge è una ragazza nera di una bellezza e di una vivacità sfolgorante. Nasce a Cleveland, Ohio, nel 1922, da un attore che poi divorzia dalla madre (ebanista e ministro di una  chiesa). Rimasta sola, la madre si ricicla per mantenere Dorothy e una figlia avuta da un’altra relazione come donna delle pulizie. Una vicina di casa insegna alle due ragazze a cantare e a ballare. Le giovani Dandridge imparano così in fretta che le due donne danno vita alle “Wonder Children”: un duo che si esibisce, e con un certo successo, nelle chiese americane.

L’arrivo della grande crisi del 1929 chiude questa parte della vita delle due sorelle. La madre si trasferisce a Hollywood e lavora un po’  per la radio e il cinema. Un impresario vede le due sorelle e rilancia il duo, ma con il nome di “Dandridge Sisters”. Hanno molto successo: si esibiscono anche nel famoso Cotton Club.

E Dorothy prende parte a alcuni film, che purtroppo prevedono, per i neri, quasi solo parti da camerieri. Comunque lei entra in diverse produzioni.

La sua grande occasione arriva nel 1954. Quando il regista Otto Preminger la ingaggia per la parte di protagonista in Carmen Jones, un meraviglioso musical. In realtà, accade il contrario. Preminger sta impazzendo perché non trova la sua protagonista, ha fatto centinaia di audizioni, ma non è soddisfatto. Dorothy entra nel suo ufficio, gli si pianta davanti, gambe larghe e mani sui fianchi e gli dice: “Basta con queste audizioni. Io sono Carmen Jones, fine delle ricerche, non ne esiste altra ”.

Preminger rimane talmente colpito dalla sfacciataggine di quell’attrice quasi sconosciuta che la scrittura davvero. Durante le riprese Dorothy è straordinaria e Preminger capisce che ha fra le mani una grande attrice e un grande film. Per non correre rischi non fa cantare però Dorothy, ma la fa doppiare Da Marilyin Horne, cantante più affermata e più sicura.

Carmen Jones non tradisce Preminger e Dorothy, che viene infatti addirittura candidata all’Oscar come migliore attrice. Va detto che una cosa del genere non era mai successa: Dorothy è la prima attrice di colore a essere candidata all’Oscar, nel 1955.

Naturalmente non vince. La statuetta va a Grace Kelly, per La ragazza di campagna, in pratica vince una super wasp contro una nera. L’Accademia, però, ha qualche complesso di colpa perché incarica Dorothy di consegnare la statuetta al vincitore di un premio minore: insomma la mandano sul palco a prendersi un po’ di applausi.

Dorothy, comunque, diventa una diva: è la prima nera a finire sulla copertina di Life. Compra una villa con piscina a Beverly Hills e fa altri film. E’ arrivata, ha sfondato, anche senza la statuetta.

Ma la sfortuna comincia a perseguitarla. All’inizio prende il volto proprio del suo Pigmalione, Otto Preminger. I due sono diventati quasi subito amanti. E Dorothy pensa che Otto lascerà la moglie e la sposerà. Ma nell’America e nella Hollywood degli anni Cinquanta si tratta solo di un’illusione.

Otto non si divide e non la sposa. Lei fa qualche film, si sposa un paio di volte, ma sono tutti insuccessi. Comincia a bere e fare uso di sostanze pesanti. Nel 1963 è vicina a un colpo di fortuna che potrebbe cambiare la sua vita: sembra che stiano per affidarle la parte di protagonista in Cleopatra, una super produzione di sicuro successo. Ma alla fine il ruolo viene assegnato a Liz Taylor: Dorothy è considerata non affidabile.

E qui siamo alla fine. L’8 settembre del 1965 Dorothy è attesa a New York, ma non arriverà nemmeno all’aeroporto: la trovano morta nella stanza d’albergo in cui vive (la villa è stata venduta anni prima). Sulle cause della sua morte non verrà mai fatta chiarezza. Il medico che fa la prima autopsia dirà che ha preso troppi barbiturici. Più tardi, il coroner dirà che la morte è  stata accidentale: un’embolia dovuta a un incidente di anni prima.

A questo punto il sipario cala su Dorothy Dandridge.

Ma si rialza, però, nel 2002 e proprio sul palco degli Oscar. A vincere la statuetta come miglior attrice è Halle Berry, una nera, considerata una delle donne più belle e sexy del mondo. E’ anche un’attivista politica schieratissima a fianco di Obama. Sono passati quasi cinquant’anni, e i neri sono accettati.

Halle va sul palco, presentata da Whoopy Goldberg, che fa gli onori di casa, e pronuncia poche parole. Ringrazia i membri dell’Accademia e poi aggiunge: “In realtà questa statuetta andava data quasi mezzo secolo fa a Dorothy Dandridge. E quindi è a lei che la dedico”. Halle Berry è una tosta. Quindi prosegue facendo un lungo elenco delle attrici nere a cui l’Oscar non è stato dato, ma che invece lo meritavano. Sempre di Halle Berry è un film, Vi presento Dorothy Dandridge, che vincerà anche molti premi, un altro omaggio alla sua eroina preferita.

Anche la Hollywood ufficiale alla fine fa la pace con Carmen Jones. Oggi Dorothy Dandridge ha una stella nella Hollywood Walk of Fame al 6719 di Hollywood Boulevard.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 30 agosto 2015)