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Personaggi/Thelma e Djuna

Un amore tormentato fra due ragazze negli anni Venti a Parigi.
(Nella foti: Djuna Barnes)

di Giuseppe Turani |


(Nelle foto: Djuna, libro di Djuna, Thelma, Thelma e Djuna)
di Giuseppe Turani

Quella fra Djuna Barnes e Thelma Wood è una delle storie d’amore fra ragazze più tormentata ma anche più intensa della prima metà del secolo scorso. Il personaggio più noto, giornalista e romanziera, è la prima, Djuna. Nasce nel 1892 in una capanna lungo il fiume Hudson, vicino a New York. E’ la seconda di una serie quasi infinita di bambini. Suo padre, infatti, che non ha mai lavorato in vita sua, vive in quella capanna perché è un convinto poligamo e quindi preferisce stare alla larga dalle grandi città.

Qualche volta in casa ci sono due mogli che partoriscono insieme. Gli storici non sono riusciti a accertare se Djuna sia stata violentata da bambina dal padre o da un suo amico (con il genitore consenziente).

Il padre si riteneva un artista, peraltro fallito. Ma Djuna, se non altro, questo eredita dal quel tremendo genitore. Nel 1912 Djuna, la madre e altri fratelli si trasferiscono a New York e Djuna comincia a collaborare a qualche giornale locale, ma anche a Vanity Fair. Va abitare da sola al Greenwich Village. La sua casa diventa subito un salotto letterario abbastanza importante nella New York di quegli anni. Vi transitano tutti: da Eugene O’Neal a Marcel Duchamp. Oggi è ritenuta una scrittrice che ha rinnovato la prosa americana. Per la verità in quel periodo Djuna ha anche una lunga serie di relazioni sessuali, sia con uomini che con donne.

Nel 1921 viene inviata a Parigi dalla rivista McCall e con un  contratto molto buono. Resterà nella capitale francese per tutti gli anni Venti. Un po’ perché “tutti gli altri” (da Hemingway a Gertrude Stein sono lì), ma anche perché a Parigi incontra il suo grande amore: Thelma Wood. Thelma è una scultrice americana fuggita da tempo dagli Stati Uniti. Come artista non è rimasta molto famosa (sembra che abbia fatto solo un paio di mostre, ma senza vendere nemmeno un’opera). La sua notorietà è affidata alla quantità di relazioni sentimentali e sessuali “importanti”. La più nota è appunto quella con Djuna. L’amore scoppia subito. D’altra parte, se Djuna è molto carina, Thelma è alta quasi 1,80, con un corpo statuario e un viso bellissimo. Inoltre è anche un po’ matta. Le ragazze si divertono molto. Alla sera vanno  nei locali: Djuna con mantello e bastone da passeggio e Thelma vestita da uomo.

Sono molto gentili con la scrittrice Natalie Barney e le sue amiche lesbiche, ma detestano (e non lo nascondono) un’altra grande scrittrice espatriata a Parigi, Gertrude Stein (quella che aveva inventato per se stessa e per i suo amici americani il termine di “generazione perduta”). Intorno al mondo della due ragazze girano tutte le celebrità dell’epoca: Hemingway,  Joyce, Brancusi, Ford Madox Ford, Man Ray, Ezra Pound.

La relazione va avanti nove anni. Poi finisce perché Djuna, che è davvero innamorata persa della straordinaria Thelma, si accorge che spesso scompare: va nei locali di Parigi a cercare sesso occasionale, donne e uomini. Finisce che le due si separano: non si rivedranno mai più.

Djuna da alle stampe la sua opera più nota: Nightwood (poi tradotto in vari modi: La foresta della notte, Notte nella foresta, ecc).

Il libro, che si avvale di una prefazione molto ammirata di T.S. Eliot, ha una storia molto curiosa. Gli editori si rifiutano di stamparlo perché contiene scene di sesso lesbico troppo esplicite.

Ma quello è anche il libro della vita di Djuna (e infatti le darà la celebrità). E allora si arriva a una soluzione ridicola, ma che allora appare l’unica possibile: al posto delle scene più torride compaiono degli asterischi. Il libro viene stampato così.

Più tardi, dopo la guerra, i tempi sono cambiati e quindi il libro può essere edito nella sua versione integrale, anche perché nel frattempo si è scoperto che è un gran bel libro. Ma l’operazione si rivela impossibile: nel grande trambusto dei suoi spostamenti durante il conflitto  mondiale, Djuna ha perso il manoscritto originale. Gli amici e i critici, anche dopo la scomparsa della scrittrice, frugheranno per anni alla ricerca del libro, ma senza alcun successo. E quindi, ancora oggi, l’unica versione di Nightwood è quella con gli asterischi: un caso unico nella letteratura mondiale.

Ma c’è  un’altra vicenda legata a questo libro. Quando Thelma lo legge (sia pure nella versione purgata) va su tutte le furie. Accusa Djuna di aver messo in piazza i momenti più intimi del loro amore. E giura che non le parlerà mai più.

Il finale di quella che era cominciata come una bellissima storia d’amore fra due ragazze nella Parigi anni Venti in mezzo a tutti gli eroi della generazione perduta e al sesso più spregiudicato che si possa immaginare è triste. Thelma rientra in America al seguito di una ricca signora di cui diventa l’amante-mantenuta, fino a quando, scoperta con altri e con altre, viene cacciata.

Djuna si è data al bere, è rientrata in America anche lei, ma alcolizzata, e in rovina. Viene ospitata da una sua amica, la miliardaria Peggy Guggenheim (grande protettrice delle arti) in un palazzo di New York dove Peggy ha raccolto tutti i suoi amici perduti o ubriachi.  Morirà nel 1982.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 15 agosto 2015)