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Personaggi/Nusch Eluard

Fascino allo stato puro. Grande musa del surrealismo. Tutti volevano dipingerla, fotografarla, amarla.

di Giuseppe Turani |


(Foto: Nusch Eluard fotografata da man Ray, il ménage a dix da Lee Miller Penrose, Nusch Eluard e Andy Fidelin, Nusch ritratta da Picasso, Nusch e Lee Miller, )

Fascino allo stato puro. Grande musa del surrealismo. Tutti volevano dipingerla, fotografarla, amarla.

di Giuseppe Turani

E’ quasi certamente la persona più trascurata tra quanti all’inizio del secolo scorso hanno animato la scena surrealista a Parigi. Non ha mai scritto niente, non ha dipinto opere (anche se ha detto di aver fatto dei collages), non ha compilato poesie. Eppure la critica più recente ha cominciato a spiegare come sia stata fondamentale la sua presenza.

Si potrebbe dire che la vita di Nusch Eluard (molto breve peraltro, appena 40 anni), figlia di un saltimbanco, sia stata una continua seduzione: al surrealismo ha offerto se stessa, e probabilmente niente altro. Nonostante questo ha giocato un ruolo non secondario.

Di origine tedesca (1906), appare in piccoli ruoli in alcune produzioni del teatro di Berlino. Poi, nel 1928 arriva a Parigi, la città dove tutto poteva accadere e dove infatti è successo tutto. Non sa fare quasi niente, e quindi fa l’assistente di un prestigiatore, lei stessa si esibisce come ipnotizzatrice e acrobata. Insomma, una nullità, che campa di espedienti. Fino al 21 maggio del 1930, quando il suo fascino si dispiega in tuta la sua forza.

Il grande poeta Paul Eluard sta camminando, insieme al suo collega René Char, lungo Boulevard Hausmann, alla ricerca di ragazze o comunque di qualche emozione. Di colpo incrociano lei, che si chiama ancora Maria Benz, e che è vestita abbastanza in modo sciatto: abito lungo fino alle caviglie, scarpe basse, un po’ disordinata. Ma Maria è capace di stregare. Lo ha già fatto molte volte. C’è il corpo, certo, e la bellezza. Ma ci sono soprattutto gli occhi e uno sguardo che cattura. E l’aria di chi è aperto a qualsiasi avventura, di chi vuole un futuro.

I due poeti non sfuggono alla magia. René Char si accorge che l’amico Eluard è completamente preso dalla ragazza, non riesce a staccarsi. Allora ferma un taxi, li imbarca tutte e due, e dice al conducente di portarli a casa di lui. Non si lasceranno più e lei cambia. Non più Maria Benz, ma Nusch Eluard (anche se al matrimonio si arriverà più tardi). Lei diventa quasi immediatamente compagna, amante, musa.

Il “territorio” di Nusch, come scriverà impietosamente una sua biografia, è molto ristretto e si riduce in pratica al suo corpo: unguenti, profumi, creme, oli, essenze, tinture per capelli, polveri, maschere. La stessa biografia, però, scrive che Nusch è una donna libera, che strega, che fata, con la sua silhouette raffinata e delicata.

A parte il suo fascino, questa ragazza non ha veramente niente. Però, introdotta da Eluard negli ambienti artistici parigini, si trasforma in una sorta di ossessione per tutti quanti. Chiunque vuole dipingerla o fotografarla. Persino Pablo Picasso ha voluto farle un ritratto. Uno dei suoi, dove lei è irriconoscibile, ma molto bello comunque. Anzi, la dipinge nel 1936, nel 1937 e ancora neo 1938. E, secondo la compagna di allora di Picasso, Françoise Gilot, lui e Nusch hanno una relazione abbastanza lunga e intensa. Eluard sarebbe stato informato e consenziente.

Nel 1934,comunque, i due si sposano, avendo come testimoni André Breton per lui e René Char per lei. Eluard ha sciolto il matrimonio con la prima moglie Gala, che poi sposerà Salvator Dalì.

Allo scoppio della guerra Eluard è richiamato nell’esercito, ma viene destinato a lavori sedentari in varie città. Nusch lo raggiunge sempre. Nel 1940, quando lui viene congedato e rimandato a casa, Eluard chiede di essere riammesso nel partito comunista clandestino (da cui era stato espulso anni prima perché sospettato di essere un po’ troskista, cosa non vera peraltro).

Lui e la moglie si danno al lavoro clandestino per la resistenza. Eluard scrive volantini antifascisti che poi la moglie consegnerà in giro per Parigi nascosti dentro scatole di caramelle.

Molti hanno cercato di capire il segreto di Nusch e del suo rapporto con Eluard. Ma la cosa è forse più semplice di quanto non si possa immaginare. L’ambiente dei surrealisti, e quindi di Eluard, era un ambiente dove girava di tutto: cocaina, promiscuità, etere, morfina, oppio. E dove si cercavano emozioni forti e proibite. In questo ambiente Nusch forniva a Eluard l’aspetto carnale indispensabile. Era sempre con lui e quasi sempre totalmente nuda, disponibile.

Nusch, in poche parole, non ha mai veramente vissuto per se stessa, ma quasi solo per gli altri, protagonista di una sorta di spettacolo che non si fermava mai. Tutti i grandi pittori di allora e tutti i fotografi l’hanno ritratta.  Se Man Ray era così affascinato da continuare a fotografarla e a dipingerla, Dora Maar (una delle compagne di Picasso) se ne innamorerà addirittura, probabilmente ricambiata.

Un solo aneddoto dà la misura di quel tempo e di quell’ambiente. In piena guerra spagnola, nel 1936, Eluard e Nusch (insieme a altri surrealisti) si prendono una pausa in Cornovaglia, a casa di Lee Miller (fotografa americana, diventata Lady Penrose) e la riunione viene definita dai contemporanei non come un ménage a trois ma come un ménage a dix.

Nusch Eluard morirà a quarant’anni, in una strada di Parigi, colpita da un ictus cerebrale.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 12 luglio 2015)