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Samsung come Apple: 2018 in frenata

Vendite più deboli del previsto per smartphone e memory chip: il gigante sudcoreano abbassa le stime su ricavi e utili.

di Redazione |

Dopo Apple, tocca a Samsung. Anche il colosso sudcoreano dell'elettronica si è trovato a affrontare un trimestre più debole del previsto a fine 2018. Vendite inferiori alle attese hanno riguardato sia il business delle memory chip sia quello degli smartphone, questi ultimi colpiti in particolare dalla maggiore concorrenza dei produttori cinesi che stanno conquistando quote di mercato più consistenti.

Un quadro d’insieme che ha penalizzato fortemente i conti e ha indotto l’azienda a muoversi in maniera inusuale rispetto al passato, allertando il mercato in anticipo rispetto alla consueta diffusione della trimestrale. Una scelta obbligata considerando l'entità del ridimensionamento dei conti. 

Samsung ha infatti avvertito che i profitti del quarto trimestre si attesteranno a 10,8 mila miliardi di won, ossia quasi il 29 per cento in meno rispetto all’analogo periodo del 2017. Gli analisti avevano messo in conto una frenata, ma non di così ampia portata. Si aspettavano infatti utili per 13,3 mila miliardi di won, con una contrazione del 18 per cento rispetto a un anno prima.

In flessione anche i ricavi: Samsung prevede per l’ultimo trimestre del 2018 vendite per 59 mila miliardi di won, il 10,5 per cento in meno rispetto a un anno fa, contro ricavi per 62,8 mila miliardi di won previsti dal mercato.  

Dietro questa sbandata dei conti, spiegano gli analisti, c’è soprattutto un improvviso calo di ordini di memory chip, quelle impiegate dai grandi data center e di cui Samsung è uno dei principali produttori al mondo. Dopo essere cresciuto molto velocemente nei due anni precedenti, il segmento dei memory chip ha subito un tracollo negli ultimi tempi, a cuasa di un drastico ridimensionamento degli ordini da parte dei big dell'hi-tech come Amazon, Google e Microsoft.

C’è poi il capitolo smartphone. Qui Samsung ha visto un calo delle vendite, al pari di Apple, a causa soprattutto della frenata dell’economia cinese, che assorbe circa il 20-30 per cento delle vendite mondiali di tecnologia. Allo stesso tempo, per sostenere un mercato sempre più maturo - dove la concorrenza, specie dei produttori cinesi, è sempre più agguerrita al punto che Huawei ha per la prima volta venduto più cellulari di Apple nel secondo trimestre di quest'anno - Samsung ha dovuto affrontare maggiori spese di marketing. Non è una novità che il gigante sudcoreano, numero uno al mondo nel segmento degli smartphone, stia ultimamente registrando un’inesorabile riduzione della propria quota di mercato mondiale, scesa del 13 per cento nel terzo trimestre 2018 rispetto a un anno prima.

Samsung, insomma, si trova nelle stessa situazione di Apple. I nuovi modelli di smartphone presentano ormai innovazioni minime rispetto agli apparecchi precedenti e non riescono a incentivare il pubblico a fare l’upgrade acquistando le versioni più recenti. Nel frattempo, concorrenti cinesi come Huawei e Xiaomi stanno avanzando velocemente mettendo in commercio prodotti sempre più simili per prestazioni a quelli top di gamma di Apple e Samsung ma a prezzi infinitamente inferiori.

Per continuare a mantenere il suo primato in termini di quota di mercato, Samsung intende focalizzarsi sull’innovazione tecnologica puntando a una nuova generazione di smartphone, da tempo si parla di quelli pieghevoli, e di altri devise in grado di condividere la  mobilità 5G, super veloce e interconnessa. Il gruppo prevede anche una ripresa delle vendite di memory chip a partire dalla seconda metà dell’anno.  

Gli analisti restano per ora prudenti. Il titolo nel 2018 ha perso circa il 30 per cento e anche il 2019 in borsa non è partito bene. Inoltre, la rimonta delle vendite dipenderà anche dall'andamento dell'economia, specie quella cinese, e dai nuovi progressi tecnologici. Tutti fattori al momento piuttosto aleatori.