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L'Italia torna al Ces

Sono 44 le startup presenti alla più grande kermesse mondiale di elettronica. All'azienda Volta l'Innovative Award per la ciotola intelligente (nella foto). 

di Redazione |

Per il secondo anno consecutivo ci sarà anche un pezzetto d'Italia al Ces di Las Vegas, la più grande kermesse mondiale dell’elettronica di consumo in corso dall’8 all’11 gennaio. Sono 44 le aziende made in Italy selezionate da Tilt (Teorema Incubation Lab Trieste, la società fondata nel 2016 da Teorema Engineering e Area Science Park), che avranno la possibilità di mettersi in mostra in una vetrina internazionale così importante. Provengono da tutto il paese, anche se ben 14 di loro risiedono in Lombradia, e operano in settori diversi, specie Food e Health & Wellness. 

Dopo il debutto con successo dell’anno scorso, che ha posto l’Italia al pari delle altre nazioni europee, Tilt ha deciso di riproporre l’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Istituto del Commercio Estero (ICE) e il contributo di APSTI - Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, accompagnando al Ces una selezione di aziende hi-tech. 

«In Italia ci sono circa 15.000 startup innovative, un numero significativo, ma non sufficiente se comparato con quello di altri Paesi che credono e investono di più nelle giovani imprese», sottolinea Stefano Casaleggi, direttore generale di Area Science Park, convinto che «quello che ci manca è una visione condivisa e un sistema stabile che crei le condizioni affinché una buona idea o una nuova impresa possa trovare investimenti, clienti e mercati».

«L’anno scorso abbiamo dimostrato come lo spirito imprenditoriale italiano sia decisamente vivo e produca realtà innovative che possono competere sul mercato internazionale», afferma Michele Balbi, Presidente di Teorema. «Grazie a questa seconda missione - aggiunge - partiamo con lo stesso entusiasmo e con l’obiettivo di consolidare il patrimonio di conoscenze ed esperienze costruito in questo ultimo anno». 

Le eccellenze italiane non mancano. L’anno scorso la conferma è arrivata da Woolf, una start up che ha ideato un dispositivo indossabile per rendere la guida più sicura, e che è stata premiata al CES con l’Innovation Award. La società, presente a Las Vegas in questi giorni, è stata poi selezionata da Borsa Italiana per un percorso di accelerazione.

Quest’anno il premio Innovatio Award è stato assegnato all’azienda Volta (www.volta.ai), che grazie all’intelligenza artificiale ha creato la ciotola Mookkie, capace di riconoscere il singolo animale. «Abbiamo preso uno dei più semplici e umili oggetti presenti nelle nostre case e lo abbiamo reinventato intorno alle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale; questo è ciò che facciamo quotidianamente a Volta con molteplici oggetti e processi», spiega Silvio Revelli, l’amministratore delegato dell’azienda con sede a Gerenzano, in provincia di Varese. Oltre a garantire la freschezza del cibo, la ciotola può essere collegata ad una app per smartphone in grado di registrare gli accessi dell’animale, la quantità di cibo presente e anche la necessità di provvedere al rifornimento.

Per la società il premio rappresenta un importante trampolino di lancio. In collaborazione con Pet Electronics Company di New York, Volta sta infatti operando per industrializzare la sua ciotola intelligente: il lancio sul mercato americano è previsto da settembre 2019 a un prezzo iniziale di 189 dollari. Mookkie, che al momento è un oggetto artigianale realizzato solo su richiesta in Italia, sarà in futuro disponibile sul sito https://www.mookkie.com e sui principali siti di e-commerce.

Volta è solo una delle eccelenze hi-tech italiane. «Con oltre 50 milioni di euro raccolti e 26 iniziative imprenditoriali avviate, in soli tre anni e-Novia è diventata una delle protagoniste più vitali ed intraprendenti dell’hi-tech made in Italy», commenta Vincenzo Russi, CEO di e-Novia, che a Las Vegas presenta «gli sviluppi di tre aziende consolidate e di grande visibilità internazionale quali YAPE, robot per il last mile delivery, blubrake, pluripremiata scale-up che ha creato l’ABS per bici elettriche, e-Shock, azienda leader nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla meccanica dei veicoli. Assieme a loro presenteremo in anteprima tre nuove iniziative - WeArt, Stem e BluAgro - che dimostrano come l’Italia, facendo leva sulle invenzioni provenienti dalle proprie Università e dal proprio tessuto industriale, possa giocare una partita globale anche nella produzione di alta tecnologia».

Tra le altre, sarà presente al Ces 2019 anche D-Heart, una start-up biomedicale fondata nel 2015 da Nicolò Briante e Niccolò Maurizi, medico ricercatore in cardiologia all’Università di Firenze. «Nicolò fu colpito a sedici anni da un infarto miocardico. Questo evento lo spronò a trasformare il suo problema in un’opportunità, vedendo con gli occhi del medico i problemi dei pazienti come lui. Insieme -  racconta il socio Nicolò Briante - abbiamo creato D-Heart, il primo dispositivo ECG per smartphone a derivazioni multiple che unisce la facilità d'uso richiesta dal paziente con l’affidabilità dell’ECG necessaria al medico».  

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