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Apple vende meno iPhone del previsto

In una lettera agli investitori il gruppo annuncia ricavi inferiori alle attese nel trimestre chiuso a fine dicembre. Giù il titolo e le borse. 

di Redazione |

Meno iPhone del previsto sotto l’albero di Natale. Specie in Cina. E così Tim Cook, ceo di Apple, è stato costretto a inviare una lettera agli investitori per avvertirli che il primo trimestre della società, terminato lo scorso 29 dicembre, si è concluso con vendite inferiore alle attese.

Una notizia che ha travolto il titolo nel dopo borsa, dove ha perso oltre il 7 per cento, e che ha finito con innervosire i mercati azionari, oggi tutti in rosso. Dopo la tenuta di ieri degli indici americani, le vendite hanno dominato anche alla riapertura di Wall Street, con ribassi superiore al 2 per cento per Nasdaq e Dow Jones mentre Apple cede quasi il 9 per cento scendendo sotto i 144 dollari per azione, peggiore giornata borsistica da gennaio 2013. 

In particolare, la società di Cupertino ha annunciato che nel trimstre i ricavi si attesteranno a 84 miliardi di dollari, rispetto al range compreso tra 89 e 93 miliardi indicato in precedenza, a fronte di un gross margin al 38 per cento, più o meno in linea con la precedente previsione tra 38 e 38,5 per cento.

Apple ha imputato il rallentamento dei ricavi a vari fattori, e in particolare a vendite di iPhone inferiori alle attese in Cina, terzo maggiore mercato di sbocco per il gruppo della mela. Ma al risultato hanno contribuito anche altri fattori, tra cui il dollaro forte e anche la decisione del gruppo di ridurre nel 2018 il prezzo per la sostituzione delle batterie, che ha portato molti clienti a rinviare l’acquisto di un nuovo iPhone.

Il calo delle vendite di iPhone non sorprende gli analisti, che da tempo avevano messo in guardia il mercato sui rischi di ricavi inferiori alle attese. Diversi fornitori di Apple avevano abbassato le stime suonando un campanello d’allarme. Inoltre l’azienda era ricorsa a inusuali promozioni commerciali per sostenere le vendite, supervalutando i modelli vecchi per chi voleva acquistare un nuovo iPhone.

In un’intervista alla Cnbc, Cook ha ricordato che l’economia cinese ha iniziato a rallentare nella seconda metà del 2018 e che le tensioni commerciali tra Usa e Cina, innescate dalle politiche protezionistiche di Trump, hanno contribuito a mettere sotto pressione la crescita della seconda maggiore potenza economica.

Di fronte a un’economia che sta peggiorando a livello mondiale, e che potrebbe portare a ulteriori revisioni al ribasso delle sue entrare, Apple intende correre ai ripari. E lo fa focalizzandosi su quelle strategie sotto il suo controllo che possano ridare slancio ai conti. Una di queste, per esempio, passa dall’incentivare l’utilizzo dell'Apple Store e dei servizi a pagamento come iCloud.

Nel primo trimestre, ad esempio, i ricavi generati dai servizi hanno superato i 10,8 miliardi di dollari, raggiungendo un nuovo record in tutti i mercati geografici in cui opera la società che, come ha scritto Cook nella lettera agli investitori, vede a portata di mano l’obiettivo di raddoppiare dal 2016 al 2020 i ricavi generati dai servizi a pagamento.

I problemi per Apple sembrano infatti essere circoscritti al suo prodotto di punta, l'iPhone, e ad alcuni mercati emergenti, mentre il resto dei suoi prodotti non sembra aver subito contraccolpi. Apple Watch e AirPods sono stati gadget molto gettonati durante le festività natalizie e hanno messo a segno un incremento del 50 per cento nel trimestre.

Nel complesso Apple si appresta a raggiungere ricavi record in molti mercati tra cui Stati Uniti, Canada, Germania, Italia, Spagna, Olanda e Corea. Mentre, scrive Cook, il gruppo si trova a affrontare sfide impegnative in altri mercati, soprattutto emergenti. Nessun contraccolpo, inoltre, sulla redditività con un utile per azione che sarà il più alto mai raggiunto dalla società, assicura il numero di Apple. Senza però riuscire a convincere il mercato che ha iniziato negli ultimi tempi a prendere le distanze dal titolo. 

Sembrano lontani i tempi in cui Apple poteva vantarsi di essere il primo titolo nella storia di Wall Street a superare i mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Era il 3 agosto scorso e le azioni erano volate sopra i 207 dollari. Dopo aver perso oltre il 30 per cento del suo valore negli ultimi tre mesi del 2018 e dopo il tonfo di oggi, il titolo ha ora una capitalizzazione di 682 miliardi di dollari, quasi 420 milioni in meno rispetto a 5 mesi fa. E per gli analisti la sua corsa verso il basso non è ancora finita.