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Il divano di famiglia

Il reddito cittadinanza diventa una mancetta elettorale.

di Giuseppe Turani |

Ci siamo quasi. Dopo 32 tentativi (ma non erano dieci anni che ci pensavano?) siamo vicini alla versione definitiva dell’inutile reddito di cittadinanza: 5 miliardi per cinque milioni di famiglie. Mille euro per famiglia, quindi.  Cioè circa 80 euro al mese.

Come si vede siamo a chilometri di distanza da quei 780 euro al mese di cui si è parlato per anni e anni, una mancetta, data inoltre a quelli che non fanno niente grazie ai soldi presi a debito o semplicemente rubati a chi lavora e ha lavorato (pensionati).

Quale sia il senso di tutta questa ridicola impresa sfugge a chiunque, se non la mera distribuzione di denaro pubblico a fini elettorali.

Il “nuovo mondo”, il cambiamento, è questo: si raccattano i voti con il denaro pubblico o rubato ai pensionati che hanno faticato.

Per distribuire questi soldi, inoltre, verrà costruita una macchina organizzativa imponente. Autorevoli osservatori sostengono che almeno metà di questa somma finirà nelle tasche di chi non ne ha alcun diritto (truffatori, insomma). Inoltre, sarà fatto divieto di usare questi soldi (ritirati in contanti) per giocare al lotto: ancora da capire come si faranno i controlli. E’ quasi  certo inoltre, è già successo, che essa farà crescere le importazioni si finirà, cioè, con il favorire il lavoro degli altri, grazie ai debiti fatti da noi (sempre con gli altri, cioè con gli stranieri).

Tutta questa storia non ha un gran senso e inoltre sembra essere messa su male, da dilettanti.

E non servirà alla crescita del paese in alcun modo. Meglio sarebbe stato abbassare le imposte sul lavoro e in generale. Invece le imposte aumenteranno, proprio per consentire questa inutile distribuzione di denaro ai signori del divano di famiglia.